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«Preoccupati per il lavoro nei cantieri» La Cna lancia l'allarme sui controlli
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PISTOIA. La Cna si dice preoccupata per il lavoro degli artigiani nei cantieri edili. «Il problema - si legge in una nota - riguarda i controlli sui cantieri che dal 2009 si sono concentrati anche sulla verifica dei rapporti fra le varie imprese che concorrono alla realizzazione delle opere». Aspetto "antico" quello dei subappalti in edilizia, che caratterizza da sempre il settore e su cui interagiscono tre normative (lavoristica, tributaria e sicurezza lavoro) e due organi ispettivi (Asl e Dpl). «Sotto osservazione la regolarità dei subappalti e le disposizioni con le quali il Tu sulla sicurezza pretende, senza peraltro specificarla compiutamente, l'idoneità tecnica delle aziende edili - si legge ancora -. Su questo secondo aspetto nel 2009 si è pronunciata in modo piuttosto restrittivo anche la Regione Toscana. Si segnalano da allora accessi ispettivi in cui viene messa in discussione la "genuinità" del subappalto. La conseguenza di tale determinazione è che un artigiano viene trasformato in operaio e un altro nel suo datore di lavoro per il periodo di apertura del cantiere. Tutto questo - secondo Cna - toglie tranquillità e rischia di destabilizzare ulteriormente un settore già fortemente provato dalla crisi». «Siamo molto preoccupati - sostiene Stefano Salvi coordinatore dell'Unione Costruzioni - Perché è proprio di chi rispetta le regole che stiamo parlando. È inaccettabile che chi è iscritto al Registro imprese della Cciaa, possegga attrezzature in proprio, abbia il Durc, rispetti la normativa antinfortunistica, e dimostri pluricommittenza, rischi di essere presuntivamente considerato lavoratore dipendente solo perché opera in subappalto. In un recente incontro con la locale direzione provinciale del lavoro abbiamo esortato gli ispettori a tener conto anche della effettiva consistenza imprenditoriale delle imprese coinvolte». «Basare l'attività ispettiva esclusivamente sulle situazioni di fatto ravvisabili in cantiere - continua Salvi -, senza valutare complessivamente la storia dell'azienda, potrebbe essere davvero fuorviante. Ci troviamo comunque di fronte ad uno scivoloso rompicapo dove le regole non sono del tutto chiare e risultano per giunta applicate in modo difforme fra provincie e regioni diverse. Per questo riteniamo indispensabile un confronto sereno e senza pregiudizi con entrambi gli organi ispettivi chiamati ad esercitare la sorveglianza nel difficile settore cantieristico».
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