Sicurezza
Continui dissapori fra il prete e una parte della comunità
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La scritta che comparve lanno scorso sul muro della canonica Le polemiche sul campino, le omelie al fulmicotone e poi scritte e letame sulla porta della canonica
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PISTOIA. Estate 2008. San Pierino Casa al Vescovo è conosciuta per i suoi vivai e per la sede di qualche azienda pistoiese anche piuttosto importante. Per il resto, tutto tranquillo: famiglie che vanno d'amore e d'accordo, bambini che scorazzano per il campetto da calcio, feste e processioni ben riuscite, chiesa piena. Così i parrocchiani presenti ieri mattina per protestare contro lo sfratto della famiglia che abita sopra il circolo Mcl descrivono com'era il loro paese. Sono passati due anni e da quelle parti sembra passato uno tzunami e già il fatto che più di una persona decida di sposarsi e di portare i propri bambini a prendere i sacramenti in altre parrocchie la dice lunga sulla tensione che si respira. Una tensione nata per la scadenza del contratto di comodato gratuito stipulato qualche anno prima fra la parrocchia, nella figura di Don Michele Palchetti, ed il locale circolo Mcl e arrivano anche i primi screzi e le prime frizioni. Nel frattempo, i giovani che ogni domenica erano in chiesa se ne sono già andati da un po', mentre Don Palchetti dall'altare pronuncia omelie piuttosto pesanti nei confronti di coloro che frequentano il circolo: «o con me, o contro di me». Poi, sul muro esterno della canonica, appare la prima scritta: "Vergogna a morte" che lì rimarrà per almeno cinque mesi. L'oggetto del contendere si sposta sul campino, costruito a proprie spese e tenuto in vita dai parrocchiani che volontariamente tagliano l'erba o lo annaffiano. L'estate del 2009 è davvero torrida, e non solo dal punto di vista climatico. Il livello dello scontro si alza ancora, il campino viene definitivamente chiuso dal parroco che lo apre a sua discrezione a quelle persone che ritiene possano entrarci, ma qualcuno non ci sta e di notte asporta il cancellino d'accesso. Sarà solo l'antefatto all'episodio più grave: l'ingresso della porta della canonica viene cosparso di letame ed appaiono ulteriori scritte piuttosto pesanti sui muri, con una che fa riferimento proprio allo stesso letame. La vicenda finisce su tutti i giornali e le tv, viene indetto lo sciopero delle messe ed il 24 luglio il vescovo Bianchi solleva temporaneamente don Michele da parroco di San Pierino. Dopo qualche mese ritorna, insieme alle telecamere a circuito chiuso intorno a tutto l'edificio. Fino ad oggi. Sembra l'inizio di un' altra estate rovente per una popolazione che, stando alle sensazioni captate ieri nella piazza del circolo, è stanca di tutta questa situazione. Si aspettano risposte forti, proprio quelle che sono mancate fino ad adesso.
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