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Pistoia

Alla sbarra medico accusato di truffa nei confronti dell'Asl

L’ospedale del Ceppo di Pistoia
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L’ospedale del Ceppo di Pistoia

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 PISTOIA. Sotto processo per truffa un medico dell'Asl 3 di Pistoia. Libero Russo, 54 anni, dirigente di medicina legale e presidente della commissione per l'invalidità civile, è stato rinviato a giudizio con l'accusa di essersi allontanato ripetutamente dal luogo di lavoro senza timbrare il proprio cartellino marcatempo. In base alle prove raccolte nel corso delle indagini, le ore a lui retribuite ma non lavorate sarebbero state almeno 230 e, verosimilmente, più del doppio.  Il processo nei confronti del noto medico, difeso di fiducia dagli avvocati Enrico Panelli e Federica Francesconi, ha preso il via martedì mattina davanti al giudice monocratico del tribunale. Dopo aver ammesso le prove documentali e testimoniali presentate dalle parti, il giudice ha rinviato l'udienza al 5 ottobre prossimo, quando verrà ascoltato l'ufficiale di polizia giudiziaria dei carabinieri che, sotto la guida del procuratore capo Renzo dell'Anno, ha portato avanti le indagini.  Russo è imputato in relazione all'articolo 640 del codice penale in quanto "quale dirigente medico di medicina legale dell'Asl 3 di Pistoia, con artifizi e raggiri consistiti nell'allontanarsi dal luogo di lavoro per lunghi intervalli senza timbrare il cartellino marcatore, inducendo in errore l'Asl 3, suo datore di lavoro, sugli orari di lavoro prestati e procurando a sé un ingiusto profitto costituito dalla percezione integrale della retribuzione, con pari danno per l'Asl 3".  Il periodo di tempo sotto accusa è di 13 mesi: dal 1º gennaio 2008 al 31 gennaio 2009.  Il medico era finito nel mirino dei carabinieri mentre questi erano impegnati in tutt'altra indagine.  Attraverso alcuni pedinamenti e, poi, riscontri documentali, gli investigatori avevano ritenuto che ci fossero le prove evidenti di una truffa, evidenziando incompatibilità orarie in una novantina di giornate lavorative: il medico si sarebbe allontanato senza timbrare soprattutto per andare in palestra o per frequentare un corso di inglese.  Il contratto dei dirigenti Asl prevede 38 ore di lavoro settimanale che il dipendente può gestire autonomamente. In tali ore possono rientrare anche attività formative (come i corsi di inglese, appunto) e attività non assistenziali. Il lavoro straordinario non è previsto e quindi non è retribuito: è assai probabile che la strategia difensiva si baserà proprio sul fatto che il medico, in quei 13 mesi, anche sottraendo le ore passate fuori sede, potrebbe aver comunque lavorato per un numero di ore superiore a quelle complessivamente lavorate.  Non è escluso che su tale punto il giudice decida di disporre una perizia. L'accusa ritiene, infatti, che la partecipazione ai corsi formativi avrebbe dovuto essere autorizzata preventivamente e che, nella busta paga del dirigente, sotto la voce "altro", il lavoro straordinario venga comunque retribuito.

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