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I vertici del Pd riuniti d'urgenza: impasse inaccettabile
Giulio Corsi
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SPACCATO. Via Bonellina, sede Pd, dove ieri si sono riuniti i vertici. Sopra Gonfiantini 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Il giorno dopo la spaccatura del Partito Democratico e la sconfitta della maggioranza in consiglio comunale sulla questione Pistoia Ovest, i dissidenti gettano acqua sul fuoco e chiedono di non drammatizzare la vicenda. Ma quella votazione di cinque rappresentanti del Pd assieme a tutta l'opposizione contro il provvedimento proposto dalla giunta di inserire l'impianto sportivo di Ponte alle Tavole tra i beni pubblici alienabili, è stata un vero e proprio sconquasso all'interno del principale partito di governo. E non è un caso che neanche 12 ore dopo quel voto, in città fosse atteso addirittura il segretario regionale del Pd Manciulli per capire, chiarire, mettere ordine. Alla fine Manciulli non è arrivato e la patata bollente è passata nelle mani del numero uno provinciale Enrico Casini. Attorno a un tavolo, nella sede di via Bonellina, il commissario si è confrontato col vicesindaco Tuci, col coordinatore comunale Bruni, col capogruppo Mazzieri. Due ore di faccia a faccia da cui è emersa la necessità di un chiarimento in tempi velocissimi con i cinque consiglieri che hanno votato contro la giunta, «perché - è stato il giudizio unanime di chi era al tavolo - non sono situazioni davanti a cui si può far finta di niente, ma anzi rischiano di creare un'impasse pesante sul lavoro dell'amministrazione, del gruppo consiliare e del partito». Entro la fine di questa settimana Gonfiantini, Ferretti, Venturi, Bartoli e Pieracci saranno convocati e si cercherà di capire se lo strappo è sanabile oppure no. L'impressione è che la maggioranza possa ritrovare compattezza, almeno per adesso, almeno di facciata. In mattinata d'altra parte la linea di chi aveva proposto la sospensiva sull'inserimento di Pistoia Ovest tra i beni alienabili era decisamente conciliante. «Intanto non ci sentiamo dissidenti - spiegava Nicola Gonfiantini, dal suo cellulare che per tutta la giornata è stato caldissimo -. Crediamo che nella vita politica sia normale che si creino delle incomprensioni, la dialettica è parte integrante della politica, non è il caso di drammatizzare, c'è stato un disaccordo, una divergenza di opinioni su un tema importante ma niente di più. Anzi - aggiungeva Gonfiantini - se avessimo portato in votazione il provvedimento dell'alienazione senza la stima del valore dell'impianto, la delibera sarebbe stata bocciata dal consiglio comunale e l'alienazione del bene non sarebbe stata più possibile. Noi invece abbiamo proposto la sospensione, che rimanda una valutazione del consiglio sull'argomento nel più breve tempo possibile. Diciamo che abbiamo prodotto meno danni che se fossimo andati al voto del provvedimento, visto che in quel caso l'esito sarebbe stato negativo». Parole dentro cui si legge che i cinque avrebbero votato contro la giunta. Gonfiantini conferma ma cerca di circoscrivere la questione all'argomento Pistoia Ovest, evitando accuratamente ogni dietrologia. «Tutti i beni inseriti nei piani di alienazione hanno una stima, in tutti i Comuni da Vibo Valentia a Cutigliano. Noi non abbiamo detto no all'alienazione ma solo chiesto 15 giorni di tempo per approfondire la stima di Pistoia Ovest, che in fretta e furia, probabilmente per sottovalutazione, la giunta voleva inserire nei beni alienabili».
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