Il Tirreno

Pistoia

Comitato contro i Comuni

«Si difenderanno con soldi pubblici»

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 MONTALE. «Le amministrazioni comunali spenderanno migliaia di euro dei cittadini per difendersi dagli stessi cittadini». Questa la posizione del Comitato contro l'inceneritore di Montale che ricorda come «all'udienza del 17 marzo, con la quale si è conclusa la fase pre-dibattimentale, il giudice monocratico Rosa Selvarolo ha accolto la richiesta presentata da uno degli avvocati delle parti offese, Enrica Battaglia, vale a dire la citazione in giudizio, come soggetti da ritenere responsabili civili, e quindi chiamati a rifondere il danno nel caso di condanna degli imputati al risarcimento, delle società Cis srl e Cis spa in qualità di proprietario e gestore dell'impianto di incenerimento e dei Comuni Agliana, Montale e Quarrata, nelle persone degli allora sindaci, in qualità di comproprietari».  Il comitato ricorda che mentre l'articolo 32 della Costituzione «sancisce la tutela della salute come "diritto fondamentale dell'individuo" e che il sindaco è responsabile della salute pubblica, dei cittadini si sono visti costretti a chiamare in causa, tramite i nostri avvocati, come responsabili in caso di risarcimento, proprio i loro sindaci, invece di averli avuti, negli anni scorsi, dalla loro parte».  «Neppure le nostre analisi sul latte materno e ora la diossina nell'acqua pubblica sono bastati a fa prendere iniziative determinanti alle amminsitrazioni. All'ultima udienza del 2 luglio, i 3 Comuni hanno addirittura chiesto al giudice di essere esclusi dalla responsabilità civile per gli eventuali danni provocati dalle emissioni, ma la dottoressa Selvarolo ha respinto l'istanza. Adesso le rispettive amministrazioni spenderanno migliaia di euro dei cittadini per difendersi dagli stessi cittadini». M.B.

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