Il Tirreno

Pistoia

Calci e pugni a poliziotti: in manette

Tiziana Gori
Movida in piazza San Francesco a destra Paolo Cutolo
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Movida in piazza San Francesco a destra Paolo Cutolo

Due ventenni reagiscono con violenza alla richiesta dei documenti

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 PISTOIA. Prima gli insulti. Poi l'aggressione a due poliziotti, con sputi, calci e pugni. È finita con una lunga lista di denunce, l'arresto e la certezza di un processo per direttissima tra alcuni giorni la notte brava di due ventenni pistoiesi.  Il fatto. Ore due del mattino di venerdì, una volante della Polizia, con a bordo due agenti, passa per un giro di controllo in piazza San Francesco. La notte estiva, e calda, tiene alzati diversi giovani e i poliziotti sono attirati da due in particolare. Uno tiene in mano una bottiglia di birra, l'altro ha una ferita alla mano destra e perde sangue.  Si avvicinano e chiedono cos'è successo, invitando il ragazzo con la bottiglia a posarla. Questi grida che è stato derubato, e indica un terzo ragazzo nelle vicinanze. I poliziotti cercano di calmarlo, gli ripetono di posare la bottiglia e lo invitano a mostrare un documento d'identità. Il ragazzo, 20 anni, inizia a inveire. «Mi devo fare giustizia. Non mi frega niente se avete la divisa. Ci sputo sopra». Frase che non rimane solo una minaccia. Il ragazzo sputa addosso agli agenti, mentre l'amico si unisce a lui nelle ingiurie. «Anche il giovane ferito - afferma Paolo Cutolo, capo di gabinetto della questura - ha insultato pesantemente i due agenti chiamandoli "poliziotti di m...a" e gridando loro che non erano nessuno, e che se non se ne andavano avrebbe detto che la ferita alla mano gliel'avevano fatta loro».  Poliziotti feriti. Nel frattempo arriva in piazza San Francesco un'altra volante. Con fatica, gli agenti riescono a togliere la bottiglia di mano al ventenne e a far salire sia lui che l'amico, un diciottenne, su una delle auto. «Hanno opposto resistenza - dice Cutolo - aggredendo due agenti, strappando ad uno la camicia e provocando ad entrambi contusioni che sono state giudicate guaribili al Pronto soccorso in 7 giorni».  Probabilmente sotto l'effetto della troppa birra, i due giovani hanno rotto una maniglia dell'auto e, una volta dentro, hanno ammaccato il pannello divisorio in plexiglas. Una volta in questura, si sono a lungo rifiutati di consegnare documenti d'identità.  Il terzo ragazzo. Interrogato dagli agenti, il ragazzo accusato di avere derubato il ventenne, ha esposto la sua versione dei fatti, che sarebbe stata confermata da altri testimoni. «Ha raccontato - spiega Cutolo - di un litigio con uno dei due, che gli avrebbe lanciato una bottiglia di birra addosso (poi ritrovata e sequestrata dalla polizia, come quella in mano al ventenne). Il ragazzo sarebbe poi caduto ferendosi la mano destra.  Le denunce. Lui stesso ha riportato contusioni giudicate guaribili in un giorno. Da accusato, il terzo giovane si è trasformato in accusatore, sporgendo querela contro gli altri due. A cui carico sono state depositate le denunce della polizia per resistenza, oltraggio, minacce a pubblico ufficiale, danneggiamenti, lesioni, rifiuto di indicare le proprie generalità, possesso di oggetto atto ad offendere (la bottiglia). Venerdì pomeriggio l'arresto è stato convalidato. Nei prossimi giorni si terrà il processo per direttissima.  Notti d'estate. «Le scuole sono finite, la sera fa caldo e i giovani hanno voglia di divertirsi. Sacrosanto - dice Cutolo - Ma anche ieri notte, durante un giro di controllo sulla Sala per schiamazzi, alcuni agenti sono stati offesi e insultati. Le forze dell'ordine vengono viste come il nemico. Siamo solo all'inizio dell'estate, e l'invito è quello a un divertimento sano, non incivile. Il divertimento incondizionato, senza rispetto delle regole, non giova a nessuno».

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