Toscana
Distretto socio sanitario pronto a fine 2011 A settembre via ai lavori
Ieri firmato il contratto preliminare tra Comune, Asl e Unicoop. Accanto ai servizi territoriali anche dei negozi
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AGLIANA. Firmato il contratto preliminare tra Asl, Unicoop e Comune aglianese per il trasferimento del distretto socio sanitario nell'area ex-coop. A siglare il documento sono stati rispettivamente il direttore generale Alessandro Scarafuggi, l'architetto Stefano Cesari e il vice segretario comunale Riccardo Bertini. L'azieda locale nella stessa giornata di ieri ha fatto un ulteriore e attesissimo passo in avanti. «È stato mandato in Regione il progetto sul Caselli di Quarrata», ha reso noto Scarafuggi. Si raggiunge così un doppio traguardo importante per l'intera Piana. Il sindaco Eleanna Ciampolini ha espresso «grande soddisfazione di tutte le forze coinvolte nell'iniziativa», amministrazione in primis. Con questo atto le parti si obbligano vicendevolmente alla stipula del contratto definitivo previsto entro la fine del 2011. Il documento infatti sarà firmato solo a lavori ultimati. L'opera è in carico a Unicoop che in 12 mesi, 11 dall'approvazione del progetto esecutivo pronto tra 30 giorni, dovrà realizzare il nuovo centro sanitario. La struttura, corrispondente alle linee guida presentate nel 2007 alla Conferenza dei sindaci, prevede al suo interno i servizi territoriali già attivi nel sito attuale oltre che la guardia medica e la postazione 118. Si va quindi verso un polo aperto 24h su 24. L'assessore allo sviluppo economico Marco Pacini assicura: «Entro settembre partiranno i lavori di trasformazione». Si tratta di quasi 1000 metri quadri destinati al distrettto socio sanitario, a cui si aggiungono i 250 per il Comune e gli 850 a disposizione Unicoop. La spesa di acquisto per la Asl ad opera conclusa supera i 2 milioni di euro, l'amministrazione invece (con delibera del 2008) ha ceduto l'area su cui insisteva il fabbricato in diritto di superficie per 530 mila euro e lo riacquista per 480. «Questo centro - spiega Scarafuggi - nasce da un modello preciso: portare il servizio là dove c'è la gente. La collocazione non deve essere più casuale ma fondata su una redistribuzione ben pensata». L'idea è quella di realizzare un impianto polifunzionale. «Con un tale intervento - dice Cesari - si va a ricentrare diverse funzioni che altrimenti sarebbero rimaste divise. Un progetto simile ma con metrature ben più ampie è stato già fatto a Empoli dove, superate le prime titubanze verso il nuovo edificio, stiamo avendo ad oggi riscontri ottimi tra la gente». Accanto ai servizi territoriali sorgeranno quindi i negozi di vicinato su cui però c'è ancora molta incertezza. «Visto l'andamento attuale del mercato - dice l'architetto - vedremo in seguito quali esercizi inserire».
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