Sicurezza
Porta a porta, S. Agostino protesta
Marta Quilici
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Da sinistra Natascia Nannini, Roberto Calosci, Giusy Bongiorno e Luigi Zanzonico. Foto in basso Tamara Bruni mostra il bidone per la raccolta dei rifiuti Poca informazione, contenitori troppo piccoli e non sempre svuotati
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PISTOIA. Bidoni sotto casa e davanti ai bar e ai ristoranti, proteste dei cittadini per la scarsa informazione, problemi delle officine alle prese con contenitori troppo piccoli: è iniziata la scorsa settimana la raccolta dei rifiuti porta a porta a Sant'Agostino ed è già caos. «Appena esco di casa ho davanti alla porta sei bidoni della spazzatura: tre da una parte e tre da quell'altra». La signora Tamara Bruni abita in via Zanzotto, in fondo a Sant'Agostino. «In questi giorni mi sono impegnata a fare la raccolta differenziata, ma all'inizio non mi avevano portato niente; poi sono andata a Publiambiente e allora mi hanno portato i bidoni e il libretto informativo. Mancavano ancora però i sacchetti per l'organico e quindi sono tornata un'altra volta a Publiambiente per farmeli dare. Una volta preso tutto il materiale, ho iniziato a differenziare. Ieri notte, poi, (martedì sera, ndr) ho messo fuori, come stabilito, il sacchetto del multimateriale: stamattina quando sono uscita, non soltanto i rifiuti erano ancora davanti a casa, ma erano tutti sparsi per terra perché probabilmente un cane ci ha frugato dentro. Domenica, inoltre, ho messo fuori l'organico, ma anche quello non me l'hanno preso». Un problema riscontrato da gran parte delle officine dell'ultimo tratto di Sant'Agostino, è la capienza insufficiente dei sacchetti e del kit consegnato. Nell'officina Rettifiche Pistoiesi il contenitore per il multimateriale consegnato è identico a quello che aveva la signora Tamara a casa, cioè quello per le abitazioni. «A noi questi sacchettini non bastano. Ogni poche ore dobbiamo andare a cambiarlo. Per noi sono insufficienti». Ancora peggio all'officina Calosci, dove il kit di Publiambiente ancora non è proprio arrivato. «Noi per il momento abbiamo ancora tutti i rifiuti stoccati dentro l'azienda, perché non possiamo mica buttarli fuori, per strada - spiega il titolare Roberto Calosci- Prima avevamo due cassonetti a pochi metri di distanza, uno a destra e uno a sinistra. Adesso noi faremo richiesta di avere i "bidoncini", ma anche quelli di sicuro non basteranno». «Anche noi - spiega Riccardo Timpanaro di Moto Più - abbiamo delle difficoltà per quanto riguarda il kit: per il multimateriale, ad esempio, abbiamo solto il cestino blu, che è troppo piccolo per un'attività come la nostra». I problemi di questo start-up del porta a porta non sono pochi, ma c'è anche chi è fiducioso nel cambiamento. «Ancora è presto per fare una valutazione - spiega Giusy Bongiorno del bar tabaccheria di via Zanzotto - siamo appena agli inizi: a me hanno portato i cassonetti appena giovedì scorso. Forse, l'unica cosa che è effettivamente un po' sgradevole è dover tenere i bidoncini davanti al locale, ma anche questo forse può essere risolto cercando di tenere più pulito possibile».
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