Il Tirreno

Pistoia

Il mitico Frisco regno dei cocktails tanto amato dai giovani

Marta Quilici
Lo staff di Frisco in piazza S. Francesco sotto una serata di buona musica in piazza
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Lo staff di Frisco in piazza S. Francesco sotto una serata di buona musica in piazza

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 PISTOIA. È da anni il cuore pulsante di piazza Mazzini, centro nevralgico delle serate dei giovani pistoiesi che affollano una delle piazze più vissute della città.  Da qui si parte per andare a ballare in Versilia, d'estate, o a Firenze, d'inverno; ci si ritrova per un aperitivo, scambiare due parole, incontrare altri ragazzi e per passare la serata davanti a un buon cocktail.  È Frisco, il chiosco più famoso tra i giovani pistoiesi che nasce ben 20 anni fa.  A gestirlo è da sempre Doriana Donati, aiutata da qualche anno dal figlio, Pablo Biagioli, che, con il suo ingresso, ha apportato al locale un'importante trasformazione lanciandolo come american-bar.  «Il locale ha subito molte trasformazioni nella sua storia - spiega la signora Doriana -. È nato nel 1990 e, inizialmente, aveva una vocazione diurna. Prima aveva appena una decina di posti a sedere ed era prevalentemente paninoteca e stuzziceria. È stato tra i primi locali a nascere come locale di degustazione di prodotti tipici, di salumi, formaggi e vini particolari e prevalentemente del territorio. Per i primi anni Novanta, un locale con questa concezione, era una novità: nei bar, quando si parlava di schiacciatine e panini si intendevano sempre i soliti quattro o cinque tipi. Noi invece facevamo una ricerca dei prodotti e ci rifornivamo dai produttori locali, come il Marini per i salumi, o il Catinari per la cioccolata».  Il locale all'inizio lavorava soprattutto con la gente di passaggio, oltre che con un buon gruppetto di clienti affezionati. «Poi c'è stata la prima svolta - spiega Pablo - con l'introduzione della birreria. Abbiamo iniziato a selezionare una trentina di etichette diverse di birra che, per un locale di 6 metri quadri, non sono poche9.  Frisco si è così caratterizzato come locale serale, birreria e paninoteca. Poi è arrivato Pablo: «Io ho seguito un mio percorso formativo esterno all'attività di mia mamma - spiega - lavorando in locali come barman e imparando il mestiere anche attraverso corsi fatti a Firenze. Con il mio arrivo nella società, il locale ha acquisito l'attuale conformazione di american-bar, specializzato in cocktail. Adesso siamo soci Aibes, l'associazione di barman più antica e prestigiosa d'Italia, e di Iba (International Bartender Association)».  Con l'avvento dei cocktail Frisco ha anche cambiato look, ampliando il numero dei tavolini e dei posti a sedere, modernizzando la struttura e cambiando gli arredi; «Questo - aggiunge Pablo - è stato fatto con tutti i limiti di un locale con i posti completamente all'esterno e d'inverno parzialmente riparati e riscaldati con le stufe a fungo».  Nonostante la semplicità della struttura, però, è innegabile che Frisco abbia contribuito a dare un impulso importante alle abitudini dei ragazzi pistoiesi che, ormai da qualche anno, hanno preso piazza San Francesco, come loro punto di ritrovo.  «Non siamo solo noi - afferma Pablo - ad aver dato questo impulso, ma sicuramente abbiamo fatto la nostra parte: noi facciamo del nostro meglio all'interno di una struttura che ha chiaramente dei limiti».  Frisco è aperto sempre, tutti i giorni, dalle 17 fino alle 2 di notte.  «I momenti importanti della giornata - continua Pablo - sono principalmente due: gli aperitivi e il dopo cena. Nel tardo pomeriggio iniziamo ad allestire il buffet formato da tartine, salsine, schiacciate, ma anche aperitivi a tema come quello spagnolo con paella e tortillas. Per il buffet ci basiamo molto sulla stagionalità dei prodotti: d'inverno abbiamo formaggi, prosciutto e d'estate prodotti un po' più freschi. D'estate, inoltre - prosegue Pablo -, sono richiesti soprattutto i vini bianchi e cocktail alla frutta, mentre di inverno quelli rossi e drink caldi, anche a base di cioccolato. Lo stesso vale per la sera che solitamente è accompagnata da buona musica, spesso anche dal vivo, che noi intendiamo soprattutto come espressione artistica».

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di Redazione web