Il Tirreno

Pistoia

Superata la crisi del 2008 grazie alla ricerca e all'innovazione

Sauro Romagnani
Due dei titolari davanti al capannone dell’azienda
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Due dei titolari davanti al capannone dell’azienda

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 BARDALONE. La O.M. Legno snc è stata fondata da Tiziano Mucci e Marco Olla nel 1985. Dopo alcuni cambiamenti interni ha raggiunto l'attuale assetto societario. Tiziano, anche a nome degli altri soci presenti, entra subito nel vivo delle questioni: «Sono nato in montagna, dove vivo, e non intendo abbandonarla. Anzi desidero dire che siamo in un ambiente molto bello ed accogliente che naturalmente ha pregi e difetti».  Esempio?  «Il clima. E' rigido in inverno, ma è compensato da tre quarti dell'anno da quello primaverile, estivo ed autunnale».  Un ottimo ambiente, quindi, per lavorare?  «Certo, ma detto del clima però dobbiamo aggiungere qualche nota in più, come quella relativa alla viabilità che ultimamente è migliorata, ma non è ancora sufficiente, e i costi che dobbiamo sostenere rimangono maggiori delle aziende di pianura». D'accordo, ma in termini di tempi di percorrenza c'è stato un effettivo miglioramento.  «Certamente, ma il problema rimane».  Qui ci sono minori costi delle strutture produttive, siete d'accordo?  «Sì, in parte è vero, ma quando si presentano delle crisi economiche, è altro che conta».  Per esempio?  «Nel 2008 siamo stati costretti alla riduzione di una unità lavorativa, che rappresenta il 20% del personale, a causa di minori ordinativi e di problemi finanziari dovuti ad una forte dilazione nelle riscossioni. Questo stato di cose ci ha spinti a nuove ricerche di prodotto da immettere sul mercato. Abbiamo acquistato nuovo macchinario, una nuova scorniciatrice computerizzata e una levigatrice calibratrice, e così siamo riusciti a produrre una nuova ed inedita pavimentazione di legno per interni ed esterni. Il pregio maggiore di questo nuovo prodotto è la semplicità della messa in opera, perché essendo pre-trattato, non richiede lavorazioni ulteriori, come opere di levigatura o altro. Inoltre siamo stati in grado di reintegrare l'unità perduta».  Dal punto di vista ambientale produttivo come vi trovate?  «C'è un buon ambiente produttivo e ci sono diverse aziende del settore con le quali collaboriamo efficacemente; anche con il mondo del credito, quello locale, ci troviamo bene grazie al fatto che ha una buona conoscenza della nostra azienda».  Lasciamo questa falegnameria, dove il macchinario "frulla" a pieno ritmo per produrre semilavorati come listelli, listoni, battiscopa, pavimenti, soppalchi e quanto possa essere utile per l'edilizia e dove col materiale di "scarto" si producono 15 quintali giornalieri di pellet vergini, cioè privi di collanti o vernici.

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