Il Tirreno

Pistoia

L’IDENTITA’ DELL’OCCIDENTE

«Siamo come trapezisti in volo e senza rete»

«Siamo come trapezisti in volo e senza rete»

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 PISTOIA. «L'uomo contemporaneo è come un trapezista che ha appena abbandonato il suo attrezzo, ma non ha ancora afferrato quell'altro. E in questo caso il trapezista non ha la rete».  Con questa metafora Emanuele Severino ha descritto "L'Identità dell'occidente", oggetto del suo incontro che si è tenuto venerdì sera nell'ambito del festival "Dialoghi sull'Uomo". I posti a sedere nel padiglione eretto in piazza del Duomo non sono bastati ad accogliere tutte le persone presenti. Emanuele Severino, tra più eminenti filosofi italiani contemporanei, ha tracciato il percorso che ha portato l'uomo dalla stagione del "mito" a quella della "volontà di verità", fino all'attuale stadio di transizione in cui si stanno uccidendo le verità della tradizione, da quelle religiose, a quelle morali, fino a quelle della scienza tradizionale, incamminandoci verso una nuova dimensione.  «Tutto nasce dall'angoscia per la morte - spiega Severino - che prima viene affrontata attraverso il mito e poi, con gli antichi greci, attraverso la volontà di "vederci chiaro", di arrivare a una verità inconfutabile. Adesso stiamo uccidendo tutte queste verità inconfutabili».  La morte della tradizione, che si imponeva, nelle varie discipline, come l'assolutamente vero e l'indubitabile, sta lasciando il passo all'era della tecnica: «Al paradiso della tecnica in cui ci sarà il benessere senza verità. Allora forse il momento in cui qualcuno si rivolgerà verso di sé, verso ciò che più profondamente siamo e che ancora non sappiamo di essere». M.Q.

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