Attenzione
Loncologa Gentilini smentisce Asl e Arpat con dati del Servizio veterinario regionale
«Qui l'inquinamento è grave»
M.Q.
«Valori di diossine più alti in ben 8 campioni su 20»
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AGLIANA. «Non mi è stata data la possibilità di fornire il mio contributo tecnico e scientifico sotto il profilo sanitario, essendomi stato negato l'accesso ai risultati delle indagini sanitarie condotte. Non entrerò quindi nel merito di ciò che è emerso stamani». Così la dottoressa Patrizia Gentilini, medico dell'Isde (medici per l'ambiente) e riferimento per i comitati anti-inceneritore. La Gentilini ieri mattina non era tra i relatori ed è intervenuta dal pubblico. L'assessore Rino Fragai ha spiegato che la dottoressa non figurava tra i relatori in quanto «al tavolo sono stati chiamati solo coloro che hanno lavorato al monitoraggio». Dopo l'intervento dei relatori, il sindaco di Quarrata Sabrina Sergio Gori, che coordinava l'incontro, come prima cosa ha dato la parola alla dottoressa Gentilini: «Asl ed Arpat di Pistoia di fronte alla gravità della contaminazione hanno più volte affermato che la situazione di questo territorio è semplicemente paragonabile a quella di altre aree industrializzate. Ciò non corrisponde affatto a verità: per fare riferimento alla sola realtà toscana ciò è smentito dai dati forniti dal dottor Andrea Leto, responsabile del Servizio veterinario regionale. Questi dimostrano l'assoluta eccezionalità dell'inquinamento di questo territorio e della contaminazione dei suoi cibi rispetto al territorio regionale. Infatti, mentre per il territorio regionale tutti i 99 campioni di alimenti di origine animale analizzati per la ricerca di diossine e Pcb tra il 2006 ed il 2009 hanno dato risultati inferiori ai limiti di legge, nell'area di ricaduta dell'inceneritore di Montale su 20 campioni ben 8 sono risultati superiori ai limiti di legge». E sull'acqua: «La ricerca delle diossine in acque destinate al consumo umano ha dato risultati che vanno da 1,4 a 2,1 picogrammi in tossicità equivalente il litro. Questi valori sono pericolosamente vicini a quelli che impongono la bonifica (che scatta a 4 picogrammi il litro) e, quel che più conta, sono nettamente superiori ai limiti massimi tollerabili indicati dalla commissione tossicologica nazionale del Ministero della Sanità il 12 febbraio 1988». Per quanto riguarda i Pcb: «I Pcb fuoriescono dall'inceneritore perché ci entrano con i rifiuti - afferma Adriana Pagliai dei comitati -: durante le visite all'impianto ho chiesto quale fosse il metodo di selezione dei rifiuti prima di entrare nel forno. Mi è stato risposto che quest'azione era svolta da un'altra parte, ma non mi è stato detto né dove né in che modo». «Nell'Ato centro - spiega Luigi Colangelo, della lista civica "Decidi anche tu" - vengono consumati annualmente 911mila tonnellate di rifiuti all'anno, 736 pro capite, contro una media nazionale di 500 kg. Vanno ridotti!».
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