Il Tirreno

Pistoia

In soli due giorni 6.000 presenze

Luca Giuntini
In centinaia ad ascoltare Amartya Sen nella foto sotto con il sindaco
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In centinaia ad ascoltare Amartya Sen nella foto sotto con il sindaco

Tutto esaurito anche per il premio Nobel Amartya Sen

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 PISTOIA. Grandissimo successo per le prime due giornate di "Dialoghi sull'uomo". Gli incontri di venerdì e ieri hanno fatto registrare il tutto esaurito: sono più di 6mila le persone che hanno partecipato ai dibattiti del festival. E anche per la giornata conclusiva di oggi si profila il pienone.  Tra gli organizzatori c'è grande soddisfazione per il risultato raggiunto in questa prima edizione della manifestazione. Per il bilancio finale però dovremo aspettare stasera, quando "Dialoghi sull'uomo" si concluderà.  La star di ieri è stato l'indiano Amartya Sen, 77 anni, premio Nobel per l'economia nel 1998. Anche per il suo incontro dal titolo "Giustizia, libertà, uguaglianza", il padiglione di piazza Duomo era esaurito nei suoi 540 posti a sedere, a cui vanno aggiunte un altro centinaio di persone rimaste in piedi ad ascoltare l'intervento.  Per Amartya Sen si è trattato di un ritorno: a Pistoia era già stato nel 2000, per ricevere la cittadinanza onoraria.  «E' un piacere e un onore per tutta la città poter rincontrare Amartya Sen - ha ricordato il sindaco Renzo Berti - Vedo con piacere che la sua capacità d'analisi è, oggi come allora, sempre lucida».  I libri di Sen sono tradotti in oltre trenta lingue, l'ultimo, uscito quest'anno, si intitola "L'idea di giustizia".  «Viviamo ogni giorno esempi di ingiustizia - afferma Sen - ma la giustizia non può essere indifferente alla vita che ognuno di noi è in grado di vivere. Dobbiamo tornare a un approccio più concreto».  La globalizzazione che ruolo ha giocato in tutto questo?  «E' vero che molte forme di disuguaglianza sono state causate dalla globalizzazione - precisa Sen - basti pensare al divario economico che si è creato tra Europa e Asia da una parte, e Africa e America Latina, ad eccezione del Brasile, dall'altra. Però la globalizzazione ci ha aiutato a sentirci più vicini ai problemi degli altri. Alcune forme di disuguaglianza permangono. Altre invece si stanno risolvendo».  Una teoria quella di Amartya Sen che traccia un legame tra giustizia, libertà e uguaglianza: «Se la libertà dell'uomo è al centro di tutto, allora non dovremmo distruggere la libertà altrui - spiega Sen - La Cina, ad esempio, a fronte di una grande crescita economica deve ancora fare i conti con la democrazia. La mia idea è che il governo cinese debba attuare una democrazia multi-partitica. Solo così il Paese sarà visto come un'opportunità e non come una minaccia».  Per parlare di libertà però non occorre andare troppo lontano. Ricordando l'acceso dibattito sulla libertà di stampa in corso nel nostro Paese, Amartya Sen ha voluto precisare come sia sbagliato ridurre un tema tanto importante a un puro scontro politico: «La libertà di stampa è un tema classico, di cui si discute da millenni - ha detto Sen - non è un tema che appartiene solo alla sinistra».  

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