Sicurezza
«Nessun intervento in via del Casone»
M.Q
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Il tir con le ruote nel fosso: lincidente risale a due mesi fa A due mesi dall'incidente che coinvolse un tir finito fuori strada gli abitanti tornano a protestare: erba alta e fosso pieno di terra
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QUARRATA.Ancora problemi in via del Casone: gli abitanti tornano a denunciare i problemi della strada: «Dopo due mesi dall'incidente che vide coinvolto un tir - afferma Daniele Roggi - ancora non è stato fatto nessun intervento e intanto nel fosso è cresciuta l'erba alta ed è ancora ostruito dalla terra». In via del Casone, infatti, a marzo, un tir diretto in uno dei vivai della zona, finì con un'intera fila di ruote nel fosso al lato della strada: il mezzo stava percorrendo la via in direzione Valenzatico, quando si incrociò con un'auto che veniva in senso opposto. Essendo la strada molto stretta, il camion si accostò al ciglio della carreggiata per permettere il passaggio dell'auto, ma finì nel fosso. L'episodio sollevò dure reazioni da parte dei residenti della via che chiesero all'amministrazione di intervenire. A distanza di due mesi tornano sull'argomento. «La strada - spiega Daniele Roggi - è troppo stretta persino per lo scambio di due auto. Nella zona ci sono vivai e aziende da cui vanno e vengono di continuo camion e tir, ma la via non è in grado di sopportare un traffico così pesante». E aggiunge: «i vivai che costeggiano la via inoltre si sono, secondo me, spinti troppo verso la strada e ne hanno occupato un paio di decine di centimetri». Un altro problema è la manutenzione del fosso: «adesso è cresciuta l'erba dentro il fosso - continua- che andrebbe innanzitutto tagliata e poi anche portata via: non deve infatti essere lasciata sul posto, altrimenti non fa che contribuire a ostruire il fosso. Ma il problema non è solo questo: il fosso è pieno per oltre metà della sua capienza, di terra, che entra anche nella conduttura della parte in cui il fossato è coperto». La soluzione: «il fosso andrebbe coperto così le macchine avrebbero più posto per passare e non ci sarebbe più il rischio di straripamenti». «Via del Casone - spiega Daniele Manetti - è una di quelle strade, come via Galigana o via Carducci, che sono in zone a rischio idrogeologico perché sono nella parte bassa di Quarrata. Subiscono inoltre anche un altro problema: sono nate come strade di campagna, mentre ora vi sono nati intorno vivai e fabbriche che comportano un continuo traffico pesante che non riescono a sopportare».
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