Sicurezza
«Questi gesti vanno condannati»
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A sinistra lavvocato Stefano Panconesi insieme ai carabinieri davanti allabitazione dove Anna Laura Scuderi si trova agli arresti domiciliari ad Altopascio A destra i frammenti delle due bottiglie incendiarie Sopra i militari dellArma sorvegliano la zona dove ora abita lex titolare dellasilo Cip Ciop di Pistoia Unanimi le mamme delle piccole vittime nel fare appello alla non violenza
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PISTOIA. «Questi atti vanno condannati». Così come, con le lacrime che le rigavano il volto, fin dal giorno dell'arresto fu tra le prime a chiedere con veemenza giustizia, la stessa determinazione la mette oggi in questo suo nuovo appello. Angela Saito è la mamma della bambina presa ripetutamente a ceffoni da Anna Laura Scuderi nel video che ha portato lo sgomento nelle case di milioni di italiani. «Un gesto che va condannato - spiega decisa riferendosi alle due bottiglie incendiare scagliate contro la porta dell'ex titolare del Cip Ciop - Noi mamme siamo unanimi nel dichiarare che questi atti vanno condannati: altrimenti si passa dalla parte del torto». «Anzi - aggiunge - faccio un appello: prego coloro che possano avere in loro tale istinto, di non fare più gesti del genere, di cercare di contenerli. Ora aspettiamo l'udienza del 15 giugno e vediamo cosa succederà». Angela Saito, con le sue parole, esprime, come detto, il pensiero di quasi tutti i genitori delle piccole vittime dell'asilo di via Galvani. «Nessuna rappresaglia. Non si combatte la violenza con la violenza - rilanciano alcune di loro - Gli episodi di violenza sono comunque da condannare, deve vincere la giustizia Per questo invitiamo tutti a non imitare certi gesti che non abbiamo idea da chi possano essere stati perpetrati. Casomai, se qualcuno fosse intenzionato a manifestare la propria solidarietà nei confronti della nostra causa, potrà partecipare alle iniziative che stiamo pensando di organizzare in prossimità della prossima udienza prevista per il 15 giugno». Intanto, fin dall'arrivo in città della notizia dell'attentato a casa della Scuderi, le forze dell'ordine hanno rafforzato la sorveglianza all'abitazione dell'altra maestra messa agli arresti domiciliari, Elena Pesce. Sorpresa e preoccupazione è stata espressa dagli avvocati difensori delle due donne. «Chiaramente si è trattato di un gesto dimostrativo, niente di più - commenta Alessandro Mencarelli, legale della Scuderi assieme a Stefano Panconesi - Un gesto che è il frutto avvelenato di questa vicenda. Un gesto che non potevo escludere ma che non mi aspettavo, perché avevo, e continuo ad avere, fiducia che la nostra comunità sappia esorcizzare questi comportamenti estremi. Mi auguro che i genitori dei bambini siano i primi a condannare quanto è avvenuto. Un episodio che, dal mio punto di vista, nasce dall'aver visto delle immagini senza aver cercato di comprenderne le cause. Se si va a cercare le cause di quanto è accaduto nell'asilo, si capisce che si ha a che fare con delle persone che in quel momento erano malate, non più in grado di affrontare il loro lavoro. La Scuderi e i suoi familiari continueranno a rimanere nel loro riserbo, in silenzio. Ho parlato con la mia assistita stamattina e mi ha detto che è rimasta molto spaventata. Fondamentalmente, adesso lei se ne sta chiusa in una stanza, come quando era in carcere. La condizione è cambiata soltanto in quanto attorno a lei adesso ha i suoi familiari e non delle guardie carcerarie». «Da parte della famiglia - conclude - con il gesto di ieri sera non cambia nulla rispetto a quanto scritto nella lettera dell'altro giorno. Questa è solo un 'altra prova da affrontare». Elena Pesce, agli arresti domiciliari nella sua casa di Bottegone, è difesa invece dall'avvocato Alberto Rocca. «Non sono preoccupato per la mia assistita - spiega il legale - Sono piuttosto preoccupato per questo rimbalzare di frasi, istigazioni a commettere reati che si possono tradurre in gesti come quello dell'altra notte. Un gesto di follia che trova terreno fertile in alcune espressioni esasperate. Mi riferisco in particolare, anche se non solo, ad un social network che raccoglie commenti sprezzanti, e perciò rappresenta un brodo di cultura di follie». ALTRI SERVIZI A PAGINA 3
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