Il Tirreno

Pistoia

Maestre insultate alla materna

Francesco Albonetti
La scuola materna La Filastrocca dove ieri mattina sono stati appesi i due cartelli ingiuriosi
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La scuola materna La Filastrocca dove ieri mattina sono stati appesi i due cartelli ingiuriosi

Il sindaco denuncia il clima di tensione: «Basta con questi veleni»

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 PISTOIA. Scritte offensive in cartelli appesi alle porte di ingresso della scuola materna La Filastrocca delle Fornaci. Una donna che scatta fotografie all'Area rossa di Villa Capecchi, per mostrare come «quelle.... di maestre maltrattano i bambini».  Due episodi, sicuramente marginali, che non avrebbero bisogno di commenti in situazioni normali. Ma la tensione che si è venuta a creare negli ultimi mesi in seguito alla vicenda del Cip Ciop - rinforzata in questi giorni dal processo a Genova e dalla scarcerazione delle due maestre che si trovano ora agli arresti domiciliari - ha convinto il sindaco a convocare al volo una conferenza stampa.  «E' l'ora di farla finita - dice Renzo Berti - il veleno che è stato sparso intorno alla vicenda dell'asilo Cip Ciop rischia di mietere come vittime persone che lavorano in senso clamorosamente opposto a quello di cui il processo in corso si sta occupando». Per comunicare il suo sdegno, Berti ha voluto accanto l'assessore all'istruzione Mario Tuci e la responsabile dei servizi educativi del Comune, Sonia Iozzelli.  Il sindaco ha raccontato nel dettaglio i due episodi, il primo avvenuto ieri mattina alla scuola dell'infanzia delle Fornaci, descritto nell'articolo a fianco. Il secondo, raccolto da una collaboratrice dell'Area bambini rossa di villa Capecchi alcuni giorni fa. La custode ha assistito ad una scenetta poco edificante: una donna si è avvicinata alla rete del giardino della scuola, dove i bambini stavano giocando ed ha scattato alcune foto. Una passante le ha chiesto cosa stesse facendo e la risposta è stata più o meno questa, comunque disarmante: «Sto controllando quelle... di maestre che maltrattano i bambini». La donna si è poi dileguata e l'inserviente ha potuto soltanto avvisare le maestre. Per entrambi gli episodi il Comune ha presentato una denuncia contro ignoti.  «Abbiamo pensato che potessero esservi dei legami con problemi che si sono avuti all'interno delle due scuole - spiega Berti - ma le verifiche hanno dato esito negativo. Nessuna lista d'attesa inevasa, nessun bambini rimasto fuori, i cui genitori potessero rivalersi in questo modo per una richiesta non soddisfatta. Due episodi marginali e isolati, che sono però sintomatici di un clima non più tollerabile che ormai da mesi si riversa sui nostri servizi all'infanzia. La scuola delle Fornaci è considerata un modello dagli stessi genitori. Che i nostri servizi siano sempre più apprezzati lo dicono i dati delle iscrizioni al nido, che si chiuderanno il 31 maggio: siamo già intorno ai 500 bambini, molto di più dello scorso anno. E questo non può essere letto che come un riconoscimento per la bontà del servizio. Ora basta con le cautele, come sindaco mi metto a fianco di queste persone che lavorano, dando ogni giorno il meglio di loro».  Il sindaco aggiunge di essere «sempre più convinto della bontà della scelta del Comune di costituirsi parte civile nel processo contro le maestre del Cip Ciop». Il vicesindaco Mario Tuci, aggiunge che «in questi 50 giorni in cui ho preso la delega all'istruzione ho avuto incontri con quasi tutte le scuole, sia col personale che coi genitori. Ed ho trovato sempre personale motivato e genitori molto partecipi alle vicende delle loro scuole, ed anche amareggiati per questa situazione che si è venuta a creare. Non ho ricevuta neppure una segnalazione contraria». Sonia Iozzelli conclude che «sono i bambini le prime vittime di questo clima e i primi ad avere il diritto che cambi alla svelta. E noi adulti abbiamo il compito di tutelarli rafforzando questa voglia di dialogo».  

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