Sicurezza
A distanza di cinque mesi dallalluvione continua lincertezza sullentità dei rimborsi
Proteste per i mancati risarcimenti Ferruccia si scopre beffata due volte
Marta Quilici
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LOmbrone in piena al Ponte dei Baldi 3 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA. Alla Ferruccia, a distanza di cinque mesi dall'alluvione, i risarcimenti non ci sono e nessuno ancora sa né quando né in che percentuale arriveranno. C'è chi si lamenta della lentezza con cui vanno avanti i lavori sull'Ombrone e chi è esasperato dall'attesa per la riapertura di via di Brana. Intanto i commercianti lanciano un appello per tutte le attività del paese che, con la strada interrotta e la frazione divisa a metà, stanno perdendo sempre più clienti: anche questo è un danno causato, seppur indirettamente, dagli allagamenti di dicembre e da quelli dell'anno prima. Questa è la situazione alla Ferruccia: a distanza di cinque mesi non è per niente rosea. E lo stesso vale per il paese di Barba. «Come era rimasta dopo le alluvioni di due inverni fa e così è tuttora: la situazione non è cambiata di una virgola, via Brana è ancora chiusa e il pericolo alluvioni non è risolto». Giuseppe Valenti è uno degli abitanti di via di Brana che, la notte della vigilia di Natale, ha dovuto abbandonare la sua abitazione per pericolo alluvioni. «La mia casa - spiega Giuseppe Valenti - è l'ultima di via di Brana. A dicembre, dopo che ci hanno fatto evacuare, siamo dovuti stare fuori 15 giorni prima di poter rientrare in casa. Adesso tutte le volte che l'Ombrone supera i tre metri e mezzo di altezza noi dobbiamo andarcene: il muro tra la mia abitazione e l'argine è franato e quest'inverno l'acqua e il fango ci hanno riempito la casa. I danni ammontano a circa 15 mila euro, ma ancora non ho visto nulla e comunque avremo soltanto dei risarcimenti parziali». E aggiunge: «Ho comprato questa casa nel 1991. Nel 2006 ho speso 50 mila euro per ristrutturarla. Se era pericoloso perché mi hanno permesso di comprarla? E perché mi hanno dato il via libera per i lavori? Io sono pensionato, mia moglie è casalinga, come facciamo a vivere nella paura di dover andar via tutte le volte che piove un po' di più? I lavori che stanno facendo non arriveranno al ponticino della chiesa di Ferruccia, ma si fermeranno prima, quindi per il prossimo inverno, cosa dobbiamo aspettarci? Che ci torni l'acqua in casa?». «Abitiamo in fondo a via di Brana - spiega invece Giovanna Lenzi, di Barba -; a noi l'acqua è arrivata in casa la mattina di Natale, quando l'Ombrone ha rotto a Bottegone. L'acqua ha rovinato tutte le pareti, ancora piene di umidità, e i mobili: ci hanno stimato circa 8 mila euro di danni, ma ancora non s'è visto un centesimo». E oltre ai danni agli immobili, gli allagamenti hanno portato, indirettamente, anche danni alle attività: «Con l'interruzione di via di Brana - afferma Alessandro Baroncelli - tutti noi che abbiamo i negozi in paese stiamo assistendo a un calo drammatico delle vendite: quelli di via Selva sono tra i più colpiti». «Il paese - continua - è diviso in due e le persone per comprare qualcosa fanno prima ad andare a Quarrata o a Agliana, piuttosto che fare il giro per andare da una parte all'altra del paese. È troppo tempo che la strada è chiusa: questa situazione compromette la vita economica e sociale della frazione. Anche andare in parrocchia, infatti, per qualcuno è diventato un problema».
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