La protesta
E Anna Laura Scuderi si rifugia ad Altopascio
Barbara Antoni
◗
Anna Laura Scuderi (sopra la spalla del carabiniere) scende dallauto con una bandana sul volto La famiglia ha lasciato da un paio di mesi Quarrata in cerca di anonimato
2 MINUTI DI LETTURA
ALTOPASCIO. «No, non aprite». Voce maschile: solo queste parole trapelano dalla finestra al piano terra della palazzina a poche centinaia di metri dal centro di Altopascio. Lì è appena entrata, riparata da quattro agenti e con il volto coperto da una bandana rosa, Anna Laura Scuderi. In questa casa la donna, 41 anni, resterà agli arresti domiciliari. Sono circa le 15,40. La strada, calda e anonima, dove spira un venticello stanco di prima estate, è pressoché deserta: non c'è viavai nell'attiguo albergo. E sono quasi tutte vuote anche le altre abitazioni, sempre di color marrone, dello stesso agglomerato a forma di corte, alle cui spalle si estende una piccola zona artigianale. Nessuno sa che sta per arrivare un'inquilina tristemente nota alle cronache: la Scuderi è stata arrestata, il 2 dicembre 2009, per maltrattamenti verso fanciulli, colta in flagrante dagli agenti della squadra mobile pistoiese. L'afa del primo pomeriggio viene rotta dall'arrivo di una Subaru Legacy grigio argento con i vetri oscurati, scortata da una pattuglia di carabinieri che l'ha aspettata al casello autostradale di Altopascio. In una manciata di secondi, la Subaru (un'auto civetta delle forze dell'ordine) si ferma nel piazzale davanti l'appartamento al piano terra, dove da circa due mesi (da dopo Pasqua, riportano i vicini) si sono trasferiti - da Quarrata dove abitavano, come la figlia - gli Scuderi. Dall'auto escono prima quattro agenti in borghese - due uomini e due donne - della polizia penitenziaria. Poi esce la maestra: indossa i pantaloni neri di una tuta da ginnastica, una maglietta bianca con le maniche corte rosse. Ha i capelli neri raccolti; il volto è coperto - dalle sopracciglia al mento - da una bandana rosa. L'arrivo si consuma in una manciata di attimi. I carabinieri entrano nell'abitazione al piano terra e poco dopo escono. Torneranno - ogni giorno e ogni notte - per controllare che la donna sia in casa. Poi la palazzina e l'intera corte ripiombano nella loro estiva immobilità, con l'erba incolta del giardino e i gerani rosa. A scoprire dell'arrivo della nuova inquilina, alcuni vicini (che preferiscono restare anonimi) si stringono nelle spalle. Conoscono la storia dei bimbi maltrattati. «Una vicenda inqualificabile», dice una giovane mamma. «Con i bambini ci vuole pazienza e tanto amore», commenta un'altra residente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
