Il dolore
Cura dimagrante per il mercato
Tiziana Gori
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Il mercato ambulante di piazza del Duomo a Pistoia Entro il 2011 in piazza Duomo verranno tagliati 35 banchi
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PISTOIA. Il Comune vuole stringere i tempi sul nuovo piano del commercio su aree pubbliche. L'incontro con Confcommercio e Confesercenti è atteso per i primi giorni della prossima settimana, dopo che le associazioni avranno preso visione dell'ultima bozza di piano redatta. Tra gli obbiettivi, anche la riduzione, entro il 2011, di 35 banchi del mercato ambulante in piazza del Duomo. Le posizioni delle due associazioni restano critiche sulle fiere promozionali, argomento su cui è auspicato un ripensamento da parte dell'assessore al Commercio Barbara Lucchesi. È critica soprattutto Fiva Confcommercio, che potrebbe non sottoscrivere il documento finale. «Allo stato attuale - commenta il presidente degli ambulanti Confcommercio, Andrea Bacci - permangono molti punti interrogativi. Siamo sostanzialmente concordi sullo "snellimento" dei banchi al mercato. L'assessore vuole stringere in maniera forte sulla rottamazione e arrivare, entro il 2011, ad una riduzione di una trentina di banchi in piazza del Duomo». Che il mercato bisettimanale sia sovradimensionato lo sostengono anche le associazioni. «La struttura attuale - afferma Marco Baldasserroni, responsabile delle categorie Confcommercio - risale agli anni '70. Già la prima giunta Berti, con l'assessore Fragai, aveva pensato ad una rottamazione delle concessioni per ridurre il numero degli ambulanti». La filosofia della rottamazione, poi attuata dalla precedente amministrazione solo in minima parte, ricalca proprio quella applicata alle auto: un ambulante prossimo alla pensione, intenzionato a smettere, o a prendere una concessione in un altro mercato, riceve un incentivo, compreso tra gli 8mila e i 10mila euro. «Venerdì - afferma Andrea Bacci - l'assessore ha confermato la volontà di chiudere la partita a breve. Questa settimana ci sarà consegnata la bozza con i "ritocchi" pensati dal Comune dopo le nostre osservazioni al piano. Ci ha informati dell'intenzione di ridurre il numero degli ambulanti da 178 a 143 entro il 2011. La cura dimagrante riguarderebbe soprattutto piazza del Duomo. Se il numero degli operatori fosse ridimensionato sarebbe più facile, in caso di necessità, spostare i rimanenti nelle vie limitrofe». «Sono una decina gli ambulanti che - spiega Baldasserroni - già con Fragai, hanno accettato la rottamazione della concessione. Posti che non sono stati ancora revocati, e che vengono concessi "alla spunta", agli ambulanti in graduatoria per un singolo mercato». Passi per la rottamazione, molto meno per decisioni ritenute "unilaterali", come quella di non far svolgere il mercato il prossimo sabato. Decisione stigmatizzata sia da Confcommercio che da Confesercenti. «Chiediamo - dice Maurizio Innocenti, presidente nazionale Anva Confesercenti - che la programmazione sia decisa, seriamente, all'inizio dell'anno. Il mercato che salta dev'essere un fatto eccezionale. Non possiamo arrivare pochi giorni prima di una manifestazione, tipo "Dialoghi sull'uomo", con il Comune che ci comunica all'ultimo che il mercato non si farà. Riguardo "Amici miei" abbiamo deciso di mantenere un profilo basso perché ritenevamo che sarebbe stato controproducente per la categoria. Ma non accettiamo volentieri decisioni calate dall'alto». Le due associazioni restano fermamente contrarie all'ipotesi di aumentare numero e tipologia di operatori delle fiere promozionali. «Il nostro orientamento - conferma Baldasserroni - è di non andare oltre quelle già deliberate. Ma la questione riguarda anche chi saranno i soggetti che daranno vita alle fiere. Noi puntiamo agli operatori del mercato, il Comune vuole allargare la base a soggetti senza partita Iva, e sviluppare ulteriormente i mercatini di oggettistica. Mentre - conclude il funzionario Confcommercio - sul piano del commercio su sede fissa siamo tutto sommato d'accordo con l'amministrazione, non nascondiamo che il voto dei nostri ambulanti per il piano su aree pubbliche potrebbe essere contrario».
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