Italia
GALLERIA NAZIONALE
Amministrazione incapace di dialogare con i cittadini
Daniela Simionato Lega Nord Toscana
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L'assemblea cittadina sul progetto per la Galleria Nazionale, ampiamente partecipata, ha evidenziato alcuni punti di grande importanza. Un franco ed aperto confronto con l'amministrazione, nelle persone degli assessori Pallini e Lucchesi, ha dimostrato per l'ennesima volta, che l'incomprensione e l'incapacità di un dialogo permanente e "democratico" sono uno dei fattori principali dei pasticci che nella nostra città sono sistematicamente realizzati. Veniamo al caso. L'amministrazione era convinta che le copertura della Galleria Nazionale rappresentasse quanto di meglio si potesse fare per il recupero di questo spazio nell'interesse delle città e dei suoi abitanti. La realizzazione stava prendendo corpo e senza l'incontro di ieri, probabilmente saremmo arrivati al "punto di non ritorno" rappresentato dall'esecutività del progetto. Quasi tre ore di confronto serrato con un gruppo nutrito di cittadini che a pieno titolo rappresentavano tutte le categorie, hanno messo in luce tali e tante controindicazioni e problemi di natura prima sociale e poi urbanistica, che gli amministratori hanno dovuto prendere atto che la copertura è meglio non farla. In estrema sintesi. Ma, più importante del risultato positivo ottenuto da abitanti e commercianti, salta agli occhi come una riunione di cittadini, molto simile ad un'assemblea condominiale, abbia sortito effetti più costruttivi di quanto tecnici e dirigenti fossero stati in grado di produrre in mesi di lavoro. Si torna alla madre di tutti i problemi. Se i nostri amministratori vivessero la città e le realtà specifiche con l'attenzione che tali problematiche meritano, se incontri di questo tipo fossero una consuetudine per rendere la "condivisione" delle scelte una prassi e non una formula ormai svuotata di ogni efficacia pratica, allora sì che avrebbe senso parlare di "confronto democratico". Fa sorridere, ma bisogna che si rassegnino all'evidenza, che in una realtà dove, a discorsi, la democrazia e la partecipazione si succhiano nel biberon, sia una leghista a dire, ma soprattutto a praticare l'unica strada che può riportare Pistoia ad una dimensione di vivibilità.
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