Il Tirreno

Pistoia

ASILO CIP CIOP

«Comune, scelta sbagliata»

Daniela Simionato   Capogruppo Leganordtoscana
«Comune, scelta sbagliata»

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All'udienza di Genova, i difensori hanno scelto il rito abbreviato che determina una pronuncia (di condanna o di assoluzione) solo sulla base degli atti che al momento della richiesta si trovano nel fascicolo. Si sono costituiti una ventina di genitori, costituzioni che sono state tutte ammesse. Si sono costituiti anche una associazione onlus a difesa dei bambini ed il Comune di Pistoia; su queste il giudice si pronuncerà.  Speravo che l'annuncio del Comune di costituirsi parte civile fosse appunto solo un annuncio. Speravo che la nostra amministrazione avrebbe avuto almeno il buon gusto di non farlo. Oltre a tutte le carenze da parte dell'amministrazione, da me già denunciate, come la mancanza dei controlli, l'autorizzazione a tempo indeterminato, le sorprese nella documentazione allegata all'atto autorizzativo (nel 2005, come si è visto, l'Assessorato alla pubblica istruzione ha omesso di indicare il legale rappresentante all'interno dell'atto stesso. Infatti avrebbe dovuto indicare una signora di 85 anni e non la Scuderi), non si capisce come il nostro Comune possa sollevarsi dalle proprie responsabilità politiche ed amministrative e costituirsi parte civile.  Basterebbe ricordarsi che il pacchetto di controllo del Cip e Ciop è in mano ad una non meglio identificata società ceca. Il senso delle società anonime trova la propria ragione di essere nella riservatezza, nella possibilità di godere di favorevoli condizioni fiscali, nel porre tra la proprietà e la gestione un muro che impedisca di vedere che cosa c'è dietro.  Signori, ma qui non si parla di un "blind trust", e nemmeno di una finanziaria lussemburghese: si parla di un asilo di Pistoia. Se esiste un mondo dove la trasparenza è d'obbligo è quello che ha a che fare con l'infanzia. E' spaventoso soltanto pensare che qualcuno possa aver autorizzato un asilo che facesse riferimento ad una non meglio identificata società estera.  Senza andare a dietrologie che ipotizzano scenari degni di scrittori di fantapolitica, bastava il buon senso del padre di famiglia per chiedere ragione di ciò che appare come una situazione grottesca.  Oppure non ci si è neppure interessati di sapere chi fosse il proprietario. Bisogna fare chiarezza!

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