Attenzione
Breda, i cassintegrati aspettano
Sergio Luzzi presidente Confartigianato Taxi
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Uno sciopero improvviso alla Breda Sotto: Nicola Riva segretario provinciale della Fiom Cgil A più di 2 mesi dalla firma dell'accordo, manca ancora il decreto del Ministero
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PISTOIA. A due mesi e mezzo dall'accordo sul piano industriale 2010-2014, ancora non è scattata la cassa integrazione prevista per i lavoratori di AnsaldoBreda. Un ritardo che preoccupa, ma non allarma i sindacati. Proprio in questi giorni si è diffusa la notizia di una cassa integrazione ridimensionata dall'Inps, cioé i lavoratori prenderebbero meno del previso. La notizia è stata però categoricamente smentita dai sindacalisti. «E' una bufala - non esita a definirla Nicola Riva, segretario della Fiom Cgil - La cassa integrazione o c'è non c'è, non è che può essere inferiore a quella pattuita. Sicuramente adesso non c'è, perché siamo in attesa dell'approvazione che avviene con decreto ministeriale. C'è un ritardo dell'avvio, ma al momento entro tempi fisiologici. Il motivo è legato a un ritardo dell'approvazione dei progetti informativi da parte di Fondo impresa, il fondo bilaterale dal quale vengono attinte le risorse per il corso. Le due cose, avvio della cassa integrazione e corsi di formazione, devono partire insieme altrimenti l'azienda perde la possibilità di finanziamento».I corsi di formazione definito nell'accordo del 4 marzo, prevedono una durata di tre settimane per gli operai e un massimo di 66 giorni per gli impiegati. La sede prevista per il loro svolgimento è il Seminario vescovile. Fiducioso anche Tiziano Fabbri, delegato Breda dell'Ugl: «Sapevamo che l'applicazione della cassa integrazione doveva partire il 3 aprile. Però ci siamo vicini e non è che una settimana in più o meno influisca troppo sulla sostanza delle cose. E' un momento particolare, di crisi anche per AnsaldoBreda, ma siamo fiduciosi di poter ripartire bene». L'accordo quadriennale siglato all'inizio di marzo, prevede il ricorso alla cassa integrazione per 178 lavoratori, di cui 114 lavoratori indiretti (per lo più impiegati) e 64 diretti (le tute blu). Per il 2011 si parla di altri 114 indiretti. Sono previsti anche 83 esodi incentivati (in pratica pre-pensionamenti volontari), ma nessun licenziamento. Francesco Albonetti PISTOIA. Ancora una volta a nome delle imprese di trasporto e loghistica del comune di Pistoia siamo a denunciare la mancata emanazione di un regolamento che causa, ormai da troppo tempo, gravi problemi alle nostre categorie. L'amministrazione di Pistoia non ha provveduto alla emanazione di un regolamento comunale che disciplina i servizi taxi e di noleggio con conducente, a differenza di molti comuni della nostra provincia come Piteglio, Marliana e Cutigliano solo per citarne alcuni dei più piccoli. La legge nazionale 21 del 1992 che disciplina le attività di taxi e noleggio con conducente, all'articolo 5 riporta le "competenze comunali" rispetto alle quali i Comuni devono provvedere alla loro regolamentazione con atto di giunta, affinché si possano stabilire: il numero e il tipo dei veicoli e dei natanti da adibire ad ogni singolo servizio; le modalità per lo svolgimento del servizio; i criteri per la determinazione di nuove tariffe per il servizio di taxi ferme dall'anno 2000; i requisiti e le condizioni per il rilascio della licenza per l'esercizio del servizio di taxi e della autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente. Nel corso della precedente e attuale legislatura abbiamo incontrato più volte, sia l'assessore Fedi sia l'assessore Pallini sollecitandoli a dare attuazione al dettato legislativo, purtroppo ad oggi senza esito positivo. Riteniamo indispensabile l'emanazione del regolamento comunale al fine di garantire una maggiore trasparenza nei servizi pubblici non di linea verso la cittadinanza e anche per gli operatori stessi. Inoltre con l'emanazione del regolamento, a nostro avviso, si creerebbero le condizioni per poter assegnare nuove licenze e quindi per creare nuove opportunità di lavoro ai disoccupati. Si segnala l'urgenza di dare soluzione a un problema anch'esso annoso in merito all'area riservata per lo stazionamento dei taxi alla stazione ferroviaria di piazza Dante Alighieri. L'attuale area di sosta prevede lo schieramento di una macchina a fianco all'altra, davanti alla parafarmacia creando confusione in merito alla precedenza del servizio, sia tra gli utenti che tra gli operatori e creando intralcio ai clienti del negozio stesso. Abbiamo già avanzato proposte alternative e quindi attendiamo risposte in merito.
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