Italia
«Il risarcimento è solo una mossa»
Tiziana Gori
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A fianco, Daniele Sicari, a destra uno dei genitori nel tribunale di Genova prima delludienza I genitori: «L'offerta delle maestre serve ad alleggerire la loro posizione»
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PISTOIA. Per nulla ammorbiditi dalla proposta di un risarcimento economico da parte di Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, Daniele Sicari e Marcella Della Spora, genitori di due bambini che frequentavano il Cip Ciop, chiedono solo «che sia fatta giustizia». E si dicono contrari alla richiesta avanzata dal Comune di costituirsi parte lesa. Una posizione, la loro, emersa già nelle precedenti settimane, ma ribadita con assoluta fermezza all'indomani della prima udienza del processo contro Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce. Il processo ha preso il via alla presenza di una dozzina di genitori di bambini maltrattati. Il giudice per le indagini preliminari Roberto Fucigna ha ammesso la costituzione di parte civile di 24 famiglie, mentre 22 famiglie hanno preferito non entrare nel processo. La proposta dei 23mila euro di risarcimento (15mila dalla Scuderi e 8000 dalla Pesce) è vista dalle famiglie unicamente come un gesto che potrà tornare utile ad una richiesta - ritenuta imminente - degli avvocati difensori, di una misura cautelare più lieve. Le due donne, lo ricordiamo, sono in carcere a Sollicciano da dicembre e per un disguido, due giorni fa sono state trasferite nel carcere genovese di Pontedecimo. Le due donne non avevano infatti comunicato all'amministrazione penitenziaria la decisione assunta insieme ai loro difensori di rinviare eventuali dichiarazioni ad una prossima udienza. «L'unica cosa da lasciare indietro in questa storia sono i soldi - dice Daniele Sicari, marito di Angela Saito e padre della piccola Alice, una delle piccole vittime maltrattate dalla Scuderi e ripresa dalle videocamere spia installate dalla Squadra mobile della polizia -. Ritengo che si tratti solo di una mossa per alleggerire la loro posizione». Ha parole dure Sicari, nei confronti della famiglia di Anna Laura Scuderi. «Nessuno di loro è mai venuto a scusarsi con noi. Anzi, so che vanno in giro a dire che abbiamo preso soldi dai giornalisti. Se mia figlia avesse fatto quello che ha fatto la Scuderi vorrei solo chiedere scusa per quanto avvenuto». Sicari si augura che «tutte le responsabilità vengano accertate. Ci sono altre persone responsabili oltre alle due arrestate. Anche chi sapeva e ha taciuto, o chi ha coperto. Accetteremo la decisione del tribunale, non chiediamo che stiano in carcere tutta la vita». E sulla decisione del Comune di costituirsi parte lesa? «Assolutamente contrari - dice Sicari -. Il Comune ha affermato di aver fatto il possibile. Ma nessuno di loro è venuto all'incontro in cui tutti i genitori sono stati informati per chiedere scusa di quello che era successo. Credo che la Scuderi avesse delle conoscenze, e che poi sia stata abbandonata al suo destino». «Ho mandato mio figlio al Cip Ciop - gli fa eco Marcella Della Spora, mamma del piccolo Edoardo - perché non ero entrata in un asilo comunale. Il nome del Cip Ciop l'ho trovato sul sito dell'amministrazione. Ho capito che il Comune non poteva sapere tutto quello che avveniva là dentro. Resto allo stesso modo convinta che se io volessi aprire un asilo mi rivolterebbero come un calzino. Cosa che non è stata fatta con la Scuderi, che, sulla base delle precedenti segnalazioni, non dovrebbe avere avuto l'autorizzazione ad aprire». Nelle parole di Sicari e Della Spora, parole che non faranno piacere agli amministratori locali, «la soddisfazione perché il gip si è riservato di valutare la richiesta del Comune». «Il rito abbreviato - spiega Della Spora - consentirà a Scuderi e Pesce di avere uno sconto di pena - ma contiamo che si aprano altri filoni d'indagine. Non c'è offerta di risarcimento che possa lenire il male fatto ai bambini. Forse sono pentite, certo gli è andata bene per troppo tempo. Quelle cose nell'asilo succedevano da anni».
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