Il Tirreno

Pistoia

Coldiretti: bene lo stop alle piante cinesi

Eugenio Fagnoni
Riccardo Andreini
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Riccardo Andreini

La Ue rinforza le misure contro l'espansione del famigerato "tarlo asiatico"

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 PISTOIA. La Commissione europea ha preso una decisione che difende i vivai pistoiesi. Infatti dall'Ue è arrivata la notizia che sono state imposte misure più severe sulle importazioni delle piante provenienti dalla Cina, che potenzialmente possono ospitare il famigerato (e temuto dai vivaisti locali e toscani) "anoplophora chinensis", chiamato comunemente "tarlo asiatico".  Questo insetto, chiamato anche "cerambicide dalle lunghe antenne" è un grosso coleottero che vive a spese del legno e può attaccare piante di specie diverse. È micidiale soprattutto per le arboree latifoglie nelle quali scava profonde gallerie alla base del tronco e nelle radici, che fanno deperire la pianta, causandone spesso lo schianto e la morte.  Alcuni tecnici della Coldiretti, che fanno assistenza in vivai pistoiesi, ricordano che la Commissione europea, con una decisione del 27 novembre 2008, aveva già stabilito misure di emergenza per impedire l'introduzione e la diffusione dell'insetto. Ma ora - con questa nuova misura- vincola ancora di più le importazioni dalla Cina permettendo di fatto l'introduzione in Europa di piante solo da un elenco ristretto di 4 vivai.  L'Ue inoltre vieta l'importazione di aceri fino al 30 aprile 2012, dando poi l'opportunità al Servizio fitopatologico, in fase di controllo predisposto alle frontiere, di effettuare sulle piante un campionamento distruttivo sistematico.  È opportuno precisare che per "campionamento distruttivo", si intende che una parte delle piante verrà tagliata per ricercare l'eventuale presenza del " tarlo asiatico". Il presidente della Coldiretti Riccardo Andreini entra nel merito della decisione europea. «Siamo molto soddisfatti, come vivaisti - dice - della decisione presa dalla Commissione europea. Ma a Pistoia tutte le piante presenti sul nostro territorio sono indenni da questa problematica, perché i controlli a cui sono sottoposte le nostre imprese sono stringenti e delicati. Siamo a conoscenza, però, che in altri territori della Comunità europea, proprio pochi mesi fa, ci sono state enormi difficoltà dovute a questo insetto. Oggi non possiamo permetterci che questo avvenga per una banale distrazione sul territorio pistoiese».

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