Il Tirreno

Pistoia

Due anni di attesa per operarsi di calcoli alla colecisti

Sandro Giannessi Sopra intervento chirurgico
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Sandro Giannessi Sopra intervento chirurgico

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 PISTOIA. Se domani vi diagnosticassero la presenza di calcoli alla cistifellea e voleste farvi operare nel reparto di chirurgia dell'ospedale del Ceppo, fareste bene a pensarci due volte. La lista di attesa infatti è arrivata al livello record di due anni. In termini fisici, sono oltre trecento i pazienti che in questo momento sono in attesa di subire l'intervento chirurgico alla cistifellea.  Due anni di attesa, una enormità, anche nel caso in cui i calcoli non si facciano sentire e basti una dieta controllata (pochi grassi animali, tante fibre) per stare bene. Se poi iniziano ad arrivare le coliche, ovviamente, l'attesa rischia di diventare un calvario. Ma come mai ci vuole così tanto tempo per farsi operare al Ceppo? Il problema esiste ormai da diversi anni: quattro anni fa, ad esempio, la lista di attesa raggiungeva i 270 giorni. Il problema è che nel tempo la situazione non è andata migliorando ma, al contrario, è peggiorata.  «Le ragioni per cui si è generata una lista d'attesa così lunga - spiega il responsabile dell'area chirurgica del Ceppo Sandro Giannessi - sono prima di tutto imputabili al fatto che la calcolosi alla colecisti è una patologia molto diffusa nella popolazione e secondariamente che le nostre equipe chirurgiche attraggono molti pazienti per l'utilizzo di tecniche operatorie avanzate».  Si tratta delle tecniche di intervento in laparoscopia, che riducono di molto l'uso del bisturi: operarsi diventa più semplice e veloce per il paziente. Ma i tempi tecnici per ogni intervento sono aumentati, contribuendo ad imtasare le sale operatorie. Per di più la tecnica applicata al Ceppo richiama pazienti da fuori provincia, per cui la lista si allunga ulteriormente.  E la Regione, che impone tempi di attesa di meno di 90 giorni per le patologie non tumorali? L'Asl 3 se la cava puntando su San Marcello, nel cui ospedale lo stesso intervento di rimozione dei calcoli di effettua in meno di 3 mesi e da parte degli stessi chirurghi che operano al Ceppo.  Basta questo all'Asl 3 per essere in linea con le indicazioni regionali: il limite dei tre mesi deve infatti essere rispettato in uno qualsiasi dei presidi ospedalieri sul territorio. Anche se rimane il fatto che l'ospedale di San Marcello non è esattamente a portata di mano, specie per degli anziani.  La direzione dell'Asl sa bene, comunque, che questo è un problema. Anche perché spesso, di fronte a liste di attesa così mostruose, la scelta del paziente è quella di farsi operare a pagamento, dove l'attesa è ovviamente molto minore.  Anche per questo nel novembre scorso il direttore generale Alessandro Scarafuggi ha presentato il piano di emergenza (finanziato dalla Regione) per abbattere le liste di attesa, potenziando l'attività chirurgica con una nuova sala operatoria e nuovo personale. L'unico problema è che per arrivare alla fine di questo ambizioso programma ci vorranno non meno di tre anni. Nel frattempo non resta che pazientare, quando è possibile. O fare un pensierino all'ospedale di San Marcello. O, infine, andare ad ingrossare le fila dei pistoiesi che si curano in alte province.

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