Proteste
Pronto un piano della Provincia che responsabilizza i cacciatori. Primavera stagione a rischio
Cervi e cinghiali contro le auto
Carlo Bardini
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Un cartello di pericolo attraversamento cervi Il 2008 anno record con 64 incidenti provocati dagli ungulati
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S.MARCELLO. Quasi il 30% degli incidenti a carico della Provincia sono imputabili alla fauna selvatica. Guardando negli ultimi anni il dato più alto risale al 2008 quando gli incidenti furono 64. Per far fronte al problema, è nata una collaborazione tra assessorato alla caccia e cacciatori. Sono tre i punti forza su cui lavoreranno di concerto le due parti. Primo, la ridefinizione del regolamento per la caccia al cinghiale. Secondo punto: l'istituzione di corsi di formazione per l'abbattimento degli animali interessati. In terzo luogo, il ripristino di tratti boschivi abbandonati, ricreando un habitat naturale per gli ungulati. In determinate stagioni, a partire dalla primavera e soprattutto di questi tempi, chi si mette alla guida dell'auto non deve stare attento solo alle curve e agli automobilisti spericolati. La prudenza vuole che si guardi anche dagli animali selvatici di passaggio che, nel caso della montagna pistoiese, sono soprattutto i cinghiali, seguiti dai cervi. «E' di poco tempo fa - spiega l'assessore provinciale a caccia e ambiente Rino Fragai - l'accordo raggiunto con i cacciatori per un cambiamento del regolamento per la caccia ai cinghiali che va oltre il periodo venatorio. Un regolamento che mira a contenere gli sconfinamenti dei cinghiali dal loro habitat naturale, impedendo loro di scendere a valle e rimanendo nel bosco. Sono confini di territorio consegnati quasi sotto la responsabilità di queste squadre di cacciatori, che si devono assumere la responsabilità di non far sconfinare questa specie di ungulati. Quando accade che un branco di cinghiali scende a valle, con pericolo di danno per gli agricoltori, tocca ad aziende e privati adoperarsi perché non sia più un problema». Poi Fragai continua: «Inoltre abbiamo pensato anche di istituire dei corsi rivolti agli stessi cacciatori per l'abbattimento di questi animali. Il progetto rientra in un piano di controllo in collaborazione con la polizia provinciale e ha lo scopo di attuare interventi mirati per l'abbattimento di questi animali in casi specifici». I benefici di questi progetti sono tutti destinati a segnare l'avvenire. Gli accordi tra l'ente e i cacciatori sono di pochi giorni fa e l'attuarsi di queste manovre di contenimento degli ungulati per ridurre i sinistri stradali, ma anche i danni alle realtà produttive della provincia, si noteranno soltanto col passare del tempo. «Una terza soluzione - dice Fragai - è quella di riaprire dei tratti di boschi non più curati per creare delle radure in cui gli animali selvatici possano trovare del cibo. Una sorta di pascolo per cinghiali ed altre specie di ungulati. Questi tratti di boschi abbandonati, se trattati ad hoc e rifocillati, potranno essere un importante soluzione di contenimento della fauna selvatica». In collaborazione con le Provincei di Bologna, Prato e Firenze, l'assessorato alla caccia di Pistoia ha introdotto nel piano quinquennale del territorio il piano di prelievo continuativo che per l'abbattimento dei cervi da parte dei cacciatori con una graduale aumento di anno in anno studiato nel dettaglio.
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