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Pistoia

A Genova anche il processo bis?

A Genova anche il processo bis?

Il figlio di un giudice di pace pistoiese tra i bimbi maltrattati

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 PISTOIA. Anche il processo "bis" per i maltrattamenti al Cip Ciop di Pistoia, così come quello che ha preso il via ieri mattina, potrebbe doversi celebrare a Genova: tra i bambini che hanno frequentato l'asilo di via Galvani prima della scorsa estate (l'attuale processo riguarda le violenze che si sono verificate tra il settembre e il 2 dicembre 2009) c'è anche il figlio di un giudice di pace di Pistoia.  Per questo, così come accaduto a causa della presenza della figlia di un magistrato del tribunale pistoiese tra le 46 vittime dei maltrattamenti per i quali Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce si trovano già alla sbarra, potrebbe scattare nuovamente il trasferimento dell'inchiesta alla procura genovese, per incompatibilità. E' il codice di procedura penale a prevedere tale obbligo qualora parte in causa in un procedimento sia un magistrato che opera nell'ambito della corte d'appello di competenza.  Quindi, sui maltrattamenti che potrebbero essersi consumati dal 2004 all'estate 2009 (i reati degli anni precedenti sarebbero in ogni caso già prescritti) potrebbero dover essere i pm liguri a coordinare le indagini che tutt'ora la squadra mobile di Pistoia sta portando avanti.  Intanto, come ampiamente illustrato a pagina 3 del nostro giornale, ieri mattina a Genova, il primo processo ha preso il via, alla presenza di una dozzina di genitori di bambini maltrattati. Ventiquattro le famiglie la cui costituzione di parte civile è stata ammessa dal gip Roberto Fucigna, mentre i genitori delle altre 22 piccole vittime hanno scelto di non entrare nel processo. Il giudice delle indagini preliminari deciderà invece il prossimo 15 giugno - data della prossima udienza - sulle richieste presentate dal Comune di Pistoia e dalla onlus Sos Angeli (associazione che si occupa dei diritti dell'infanzia) per essere ammessi come parti civili.  Proprio contro la volontà del Comune di entrare nel processo come parte lesa alcuni dei genitori presenti ieri hanno manifestato il loro disappunto: «Erano state fatte delle segnalazioni all'ufficio pubblica istruzione ma non sono mai stati fatti dei controlli».  Le immagini delle violenze immortalate dalle telecamere spia piazzate all'interno dell'asilo dai poliziotti della Squadra mobile erano ancora ben vivide ieri mattina nella memoria dei genitori presenti in aula. Anche in quella di Antonello Della Spora, padre di un bimbo di tre anni e mezzo.  «Penso che per me sarà impossibile perdonarle per quello che hanno fatto - dice, infatti, riferendosi alle due maestre - In vita mia non ho mai perdonato una persona che ha fatto male a un bambino. Nostro figlio ha ancora paura del buio, la notte dobbiamo farlo dormire con la luce accesa, non vuole neppure sentire nominare il vecchio asilo... L'unica cosa che ha raccontato è stato quando sul giornale ha visto le foto delle maestre arrestate: "Guarda mamma, queste sono quelle che mi picchiavano!"».  Alessandro Coronello è invece padre di una bambina che da pochi giorni compiuto 3 anni e che viene seguita da una psicologa. Sono state le violenze commesse su di lei che, poche decine di minuti dopo l'arresto di Anna Laura Scuderi, hanno portato a far scattare le manette anche ai polsi di Elena Pesce: «Quando la polizia ha portato via la Scuderi, la Pesce è rimasta nell'asilo: mia figlia stava giocando con un altro bambino, lei è arrivata come una furia, li ha afferrati e li ha scaraventati a terra. Ripresa però dalle telecamere. La polizia è tornata e l'ha arrestata in flagrante».  Oltre a ringraziare gli investigatori della squadra mobile per aver messo fine agli orrori che avvenivano nell'asilo, Coronello plaude anche alla diffusione, all'indomani dell'arresto delle maestre, dei video delle violenze: «Quelle immagini sono state una testimonianza fondamentale per dissipare ogni dubbio che in quell'asilo stavano accadendo cose orribili». Massimo Donati ALTRI SERVIZI A PAGINA 3  

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