Sicurezza
«No al cinepanettone»
Luca Giuntini
Studente contesta il film di Parenti, Massimo Ghini replica
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Amici miei non è un cine-panettone. Dovresti vergognarti!», urla un ragazzo all'indirizzo di Massimo Ghini durante una pausa delle riprese. L'attore, che in "Amici miei...come tutto ebbe inizio" impersona Manfredo, non fa finta di nulla, e tra gli sguardi stupiti delle persone che assistono al battibecco, risponde a tono. La scenetta, se non fosse per l'alterco serrato, avrebbe del comico: Ghini è in abiti medievali, truccato e pronto ad andare in scena; il ragazzo veste una più "moderna" camicia a quadri e jeans. «Sei giovane, spero metterai la stessa indignazione nella vita di tutti i giorni, occupandoti dei problemi veri della vita - afferma Ghini - Se devi dire una cosa dimmela in faccia, non nasconderti dietro i tuoi compagni di classe». La risposta del ragazzo non arriva: il professore che accompagnava la sua classe (dell'istituto d'arte Petrocchi) in visita al set, allontana i suoi ragazzi da piazza Duomo, rimproverando l'autore della "bischerata". Una critica, quella mossa dallo studente dell'istituto d'arte, che peraltro aveva trovato spazio, fin dai primi giorni di riprese del film a Firenze, anche sul web: su Facebook, alla notizia che ci sarebbe stato un quarto capitolo della saga di "Amici miei", si è formato un gruppo per boicottare il film firmato da Neri Parenti, regista divenuto famoso grazie ai "cinepanettoni" e accusato di contaminare il film "cult" di Monicelli. Un'accusa respinta fermamente, nei giorni scorsi, anche dal produttore De Laurentiis. Per il resto, quella di ieri è stata una giornata tranquilla in piazza del Duomo. Protagonista, una vera folla di adolescenti assiepata vicino ai camerini degli attori, nella speranza di ottenere un autografo. Il più gettonato tra le ragazze è Christian De Sica. Tra i maschi invece è Massimo Ceccherini il più ambito. Qualcuno riesce a conquistare l'autografo e lo esibisce come un trofeo, tra le occhiate invidiose degli altri. La maggior parte però resta a bocca asciutta. Solo Paolo Hendel, che recita il ruolo del medico Jacopo, si ferma per firmare qualche autografo: «Senza occhiali un ci vedo nulla, che sto firmando?» scherza l'attore con i ragazzi. «Dopo passate dalla cassa eh! Penserete mica che gli autografi sono gratis?» e giù altre risate dei curiosi che assistono alla scena. Tanti i pistoiesi che si fermano in piazza Duomo incuriositi dal grande set montato tra il battistero e il duomo: molti si avvicinano alla tribuna allestita per l'occasione, sperando di carpire qualche battuta dei propri idoli. Tutti concordi nel sostenere che per la città sia una grande occasione per farsi notare: «Non capisco chi si lamenta perché con il set in piazza non c'è il mercato o perchè il transito dei pedoni è più difficile» dice Tiziana Petrocchi. Dello stesso avviso anche Stefano Tempestini: «Questo film aiuterà a far conoscere Pistoia. Sono contentissimo». Il clima che si respira intorno al set è goliardico: i ventitré calcianti assunti come comparse per le scene del calcio storico sono tra i più rumorosi e vengono spesso richiamati dagli addetti ai lavori. Scherzano, appena passa una bella ragazza si fanno una foto di gruppo, e in pausa pranzo prendono il pallone e improvvisano una partita di calcio storico in piazza. Sotto il portico di Palazzo di Giano invece c'è una schiera di popolani, sbandieratori e tamburini: sembra proprio di essere nel'400. «È dura però svegliarsi alle cinque e mezzo del mattino - dice Olinto Lenzi - andiamo al Centro Fiere nell'area ex Breda dove ci vengono dati i costumi di scena e poi un autobus ci porta sul set». Olinto ha fatto la comparsa anche nel secondo capitolo di "Amici miei". Da tutte le comparse commenti entusiasti sull'esperienza cinematografica: «C'è grande professionalità. Gli attori scherzano e ti mettono a tuo agio. Anche il regista, Neri Parenti, è sempre molto disponibile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
