Ambrosoli, un omicidio annunciato
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Umberto Ambrosoli Sandra Bonsanti presenta il libro del figlio del liquidatore della Banca Privata nella serata d'esordio dell'associazione intitolata a Enrico Bianchi
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PISTOIA. Domani alle 21, nella sala del convento di san Domenico a Pistoia (piazza Garibaldi), verrà presentata alla città l'associazione "Enrico Bianchi", presieduta da Luca Iozzelli. L'associazione, che è stata costituita con il contributo di familiari e amici di Enrico Bianchi, prematuramente scomparso all'età di 30 anni, avrà come principale oggetto quello di promuovere e sostenere l'attività ed i percorsi di formazione o specializzazione di studenti, che desiderano dedicarsi o già si dedicano ad attività di ricerca scientifica, con particolare riguardo alle scienze economiche, giuridiche, sociali, bio-mediche. Tale scopo sarà perseguito attraverso varie attività quali la promozione di studi e ricerche e pubblicazioni, nonché riconoscimenti, premi, borse di studio in favore di persone distintesi in ambito universitario e scolastico in genere. L'Associazione si farà inoltre promotrice di eventi, iniziative, seminari, convegni, concorsi, conferenze e ricerche su temi di natura economica, politica, sociale e culturale. Nell'occasione, la presidente dell'associazione "Libertà e Giustizia", Sandra Bonsanti, presenterà il libro di Umberto Ambrosoli "Qualunque cosa succeda". Umberto Ambrosoli, figlio di Giorgio Ambrosoli, per cinque anni commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona e ucciso a Milano da un killer la notte tra l'11 e il 12 luglio 1979, racconta a trent'anni di distanza la storia del padre, sulla base di ricordi personali, familiari, di amici e collaboratori e attraverso le agende del padre, le carte processuali e alcuni filmati dell'archivio Rai. Sullo sfondo, la storia d'Italia in quel drammatico periodo. Nell'indagare gli snodi di un sistema politico-finanziario corrotto e letale, Ambrosoli agiva in una situazione di isolamento, difficoltà e rischio di cui era ben consapevole. Il racconto illumina il carattere esemplare delle scelte di Giorgio Ambrosoli, la sua coerenza agli ideali di libertà e responsabilità e, insieme, sottolinea il valore positivo di una storia ancora straordinariamente attuale.
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