Via ai primi empori della collina
Fabio Calamati
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Il bar ristorante 44º parallelo uno degli esercizi prescelti Tabacchi, giornali e biglietti in vendita anche al bar e al ristorante
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PISTOIA. Il Comune ha selezionato i primi nove "empori polifunzionali", quegli esercizi pubblici, presenti nelle frazioni collinari, che hanno accettato di diventare un po' come i vecchi empori, quei negozi che funzionavano anche da bar, edicola, tabaccheria, centro di informazioni turistiche, rivendita di biglietterie per l'autobus e così via. Dovranno rimanere aperti almeno 30 ore a settimana per almeno 48 settimane l'anno e dotarsi - se non ne dispongono già - di un computer. In cambio della disponibilità a fornire un numero maggiore di servizi, gli empori potranno ricevere un finanziamento per l'acquisto delle attrezzature fino al 30% del costo totale e la tariffa igiene urbana dimezzata. L'idea di creare una vera e propria rete di "empori polifunzionali" il Comune l'aveva tratta dal Codice regionale del commercio del 2005: con un solo provvedimento da un lato si aiutano esercizi pubblici e negozi a sopravvivere nelle frazioni collinari, dove il giro d'affari è stento; dall'altro si aumentano i servizi a disposizione di chi in quelle frazioni ci vive e tutti i giorni deve fare i conti con la lontananza dagli uffici e dagli sportelli cittadini. Il progetto, avviato nel 2007, aveva visto il via libera della giunta comunale nell'ottobre scorso, con la definizione del regolamento. Subito dopo si è aperto il bando, che non ha una scadenza definita e rimane sempre aperto. Due mesi fa l'ufficio commercio ha fatto una prima valutazione delle domande pervenute, 12 a quel punto. Dopo essere state vagliate sulla base delle griglie di valutazione decise dalla giunta, ne sono rimaste 9: quelle che trovate nell'elenco pubblicato in questa stessa pagina. Tre sono a Sammommè e una ciascuno a Croce a Uzzo, Casa Marconi, Piteccio, Villa di Piteccio, Castagno di Piteccio e Le Piastre. Le nove strutture ammesse sono riportate in una determina dirigenziale dei giorni scorsi, che comunque precisa come l'ammissione sia da considerarsi con riserva in attesa del completamento di tutte le verifiche necessarie. Ciascuno di questi empori dovrà esercitare almeno tre delle seguenti attività: vendita di prodotti alimentari o tipici, bar, ristorante, tabaccheria, rivendita di giornali e riviste. Inoltre dovrà fornire quattro servizi di interesse pubblico a scelta tra (ad esempio) internet point, rilascio permessi per la raccolta di funghi, servizio biglietteria per il trasporto pubblico, punto di informazione turistica, servizio di ambulatorio medico e di riscossione di tariffe. Soddisfatta l'assessore al commercio Barbara Lucchesi. «Il numero di adesioni - ha detto ieri in consiglio comunale - è francamente inatteso rispetto alle previsioni iniziali. Comunque il nostro impegno continua».
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