Italia
Mobile, ordinativi in ripresa I clienti si fanno rivedere
Marta Quilici
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QUARRATA. Le conferme degli ordini arrivano. I contatti si consolidano. A un mese di distanza dal Salone del Mobile di Milano, il clima che si respira tra chi vi ha partecipato è di speranza e c'è chi, seppur titubante per paura di inaspettate ricadute, intravede nell'edizione di quest'anno un clima di fiducia e una timida ripresa.
C'è da considerare che le aziende che quest'anno erano a Milano sono quelle che hanno ben resistito a tutto il periodo di crisi e che gli imprenditori quarratini che vi hanno partecipato sono stati molto meno numerosi degli anni scorsi. Chi c'era però sta già raccogliendo i frutti: «Abbiamo una buona percentuale di ordini presi in fiera che, già dopo queste poche settimane, sono stati riconfermati - spiega Gianni Overi di Formitalia -.
Sicuramente il livello di conferme è superiore a quello a cui ci eravamo abituati gli anni scorsi: gli acquirenti evidentemente sono meno titubanti e per molti prodotti siamo già in produzione. Tra i maggiori mercati per noi ci sono la Nigeria, l'India, l'Iran e la Russia». E aggiunge: «Chi ha puntato a un prodotto medio-alto ha ottenuto risultati, quelli rimasti a un livello basso si sono fatti la guerra tra loro fino a uccidersi. Adesso quello che chiede il mercato è di seguire il cliente. Il 50-60% dei nostri prodotti vengono fatti su misura. Si lavora moltissimo con gli architetti che non si accontentano soltanto del divano, ma progettano tutta la casa». E sulle nuove tendenze: «Ho notato - spiega - un ritorno ai colori caldi, al classico puro un po' barocco che è, però, lontano dallo scorniciato che viene fatto ora a Quarrata. É ricercato piuttosto quello di 15 o 20 anni fa, con molto legno e molto lavorato, comodo e grande». La sensazione positiva è confermata anche dalla Cna: «Le aziende che si sono innovate - spiega Paolo Spadoni -, che hanno migliorato il prodotto, quest'anno hanno avuto risultati. Parlando con quattro o cinque delle nostre aziende, quelle più dinamiche, è emerso un quadro più ottimistico: gli ordini si stanno riconfermando e stanno andando bene soprattutto i mercati della Russia, dell'India e anche della Cina.
Chi produce prodotti standard e punta più sulla quantità che sulla qualità si rivolge soprattutto all'Europa che però a Milano, anche a causa della nube del vulcano islandese che ha bloccato i voli, era meno presente degli anni scorsi».
E aggiunge: «Bisogna far vedere che non si sta fermi: si investe in comunicazione, in pubblicità sulle riviste straniere, si partecipa alle fiere». A Milano quest'anno c'era anche la Novo, di Beatrice Bini, che è una delle aziende che si è reinventata e ha investito nel design creando una propria collezione: «Noi esponevamo all'interno del padiglione del design: lì il clima era positivo e si respirava ottimismo, ma c'è da dire che eravamo circondati da marchi importantissimi e consolidati».
C'è da considerare che le aziende che quest'anno erano a Milano sono quelle che hanno ben resistito a tutto il periodo di crisi e che gli imprenditori quarratini che vi hanno partecipato sono stati molto meno numerosi degli anni scorsi. Chi c'era però sta già raccogliendo i frutti: «Abbiamo una buona percentuale di ordini presi in fiera che, già dopo queste poche settimane, sono stati riconfermati - spiega Gianni Overi di Formitalia -.
Sicuramente il livello di conferme è superiore a quello a cui ci eravamo abituati gli anni scorsi: gli acquirenti evidentemente sono meno titubanti e per molti prodotti siamo già in produzione. Tra i maggiori mercati per noi ci sono la Nigeria, l'India, l'Iran e la Russia». E aggiunge: «Chi ha puntato a un prodotto medio-alto ha ottenuto risultati, quelli rimasti a un livello basso si sono fatti la guerra tra loro fino a uccidersi. Adesso quello che chiede il mercato è di seguire il cliente. Il 50-60% dei nostri prodotti vengono fatti su misura. Si lavora moltissimo con gli architetti che non si accontentano soltanto del divano, ma progettano tutta la casa». E sulle nuove tendenze: «Ho notato - spiega - un ritorno ai colori caldi, al classico puro un po' barocco che è, però, lontano dallo scorniciato che viene fatto ora a Quarrata. É ricercato piuttosto quello di 15 o 20 anni fa, con molto legno e molto lavorato, comodo e grande». La sensazione positiva è confermata anche dalla Cna: «Le aziende che si sono innovate - spiega Paolo Spadoni -, che hanno migliorato il prodotto, quest'anno hanno avuto risultati. Parlando con quattro o cinque delle nostre aziende, quelle più dinamiche, è emerso un quadro più ottimistico: gli ordini si stanno riconfermando e stanno andando bene soprattutto i mercati della Russia, dell'India e anche della Cina.
Chi produce prodotti standard e punta più sulla quantità che sulla qualità si rivolge soprattutto all'Europa che però a Milano, anche a causa della nube del vulcano islandese che ha bloccato i voli, era meno presente degli anni scorsi».
E aggiunge: «Bisogna far vedere che non si sta fermi: si investe in comunicazione, in pubblicità sulle riviste straniere, si partecipa alle fiere». A Milano quest'anno c'era anche la Novo, di Beatrice Bini, che è una delle aziende che si è reinventata e ha investito nel design creando una propria collezione: «Noi esponevamo all'interno del padiglione del design: lì il clima era positivo e si respirava ottimismo, ma c'è da dire che eravamo circondati da marchi importantissimi e consolidati».
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