Sicurezza
LETTERA
Basta guerra al parroco
Simone Esposito
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Lo scontro tra i soci del circolo Mcl di San Pierino ed il parroco deve essere ricondotto entro certi limiti, quelli imposti dall' ambito nel quale esso si è sviluppato. Perché se da una parte ci sono leggi e carte bollate dall'altra vi sono quei valori intorno ai quali entrambe le parti si chiamano a raccolta la domenica, quando partecipano alla santa messa. La differenza con il Don Camillo di Giovannino Guareschi è evidente. Non siamo in presenza di due fazioni divise da ideali politici diversi ma di soggetti appartenenti ad una stessa comunità, quella cattolica - della quale faccio parte anch'io - che sono scaduti in un confronto che niente ha a che fare con la morale cristiana ma che in essa deve trovare assolutamente soluzione. Non esiste che un parroco debba abbandonare il proprio ufficio, almeno non per i motivi causa dell'odierna diatriba. Per quello che dipende dalla volontà dei soci del circolo chiedo umilmente di riprendere in considerazione il contesto e di recepire l'invito del vescovo come se a loro fosse rivolto. Quali cittadini ci compete una riflessione rispetto al ruolo che assumono, contrariamente alla loro natura, i vari circoli ed anche, le aggiungerei, le varie Pro loco. Troppo spesso queste realtà che dovrebbero rappresentare un punto d'incontro ove sviluppare manifestazioni e dibattiti, nel caso dei circoli, mantenimento e trasmissione dei valori culturali autoctoni di un determinato luogo, nel caso delle Pro loco, si trasformano in qualcos' altro le cui finalità, spesso, sono rivolte esclusivamente agli aspetti culinari, con tutte le conseguenze della circostanza. Divengono veri e propri esercizi commerciali gestiti talvolta da un nucleo ristretto di persone. Non è mai troppo tardi per recuperare un rapporto e sarebbe un peccato, che soci e parroco non tornassero a discutere serenamente trovando una soluzione comune e riportando l'interesse collettivo al centro della loro attività.
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