La manifestazione
Vendite allestero giù del 13,9% nel 2009. Gli ultimi dati del rapporto Irpet
Un anno nero per l'export
Fabio Calamati
Dati choc per i punti di forza: mobile, vivaismo, Breda
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Annaspano i vivaisti della piana, sempre più in difficoltà i produttori di mobili di Quarrata, in caduta libera anche i prodotti tessili di Agliana e Montale, ridotte ai minimi termini le vendite di mezzi di trasporto di AnsaldoBreda. Non ci fossero le cartiere a marciare un po' in controtendenza, il bilancio 2009 dell'export pistoiese sarebbe un'unica distesa di macerie. Lo confermano le ultime cifre messe in circolazione dall'Irpet, l'istituto regionale per la programmazione economica, che nei giorni scorsi ha scattato la consueta istantanea del commercio estero regionale. Il rapporto Irpet. Secondo il rapporto dell'Irpet, le esportazioni 2009 di Pistoia e provincia sono calate del 13,9% rispetto all'anno precedente. Il valore assoluto è poco più di 1.191 milioni di euro, contro i 1.383 della fine del 2008. Non è che la maggioranza delle altre province toscane siano andate bene, ma il dato complessivo della regione si ferma a un -8,9%. Pistoia riesce a far meglio solo di Livorno, Siena e Prato. Ma se si considerano gli ultimi due anni di vendite all'estero, ecco che la situazione della provincia peggiora ancora, facendo segnare un -28,4% che non trova riscontri a livello regionale. Insomma, se si considerano gli ultimi due anni, non c'è provincia peggiore di quella pistoiese, almeno sul fronte delle vendite all'estero. È come se la poderosa crisi scatenatasi nel 2008 a livello mondiale avesse travolto soprattutto le esportazioni delle imprese pistoiesi. Dato tanto più preoccupante in quanto tradizionalmente le aziende pistoiesi vendono (meglio dire: vendevano) molto all'estero, compensando così la frequente apatia della domanda interna italiana. Mobile e vivai ko. Tornando al confronto 2008-2009, i cali più significativi nel fatturato dell'export vengono da due settori: il mobile e il vivaismo. Nel primo caso la diminuzione delle vendite è del 15,9, addirittura sopra la già pessima media provinciale. Considerando che - con un peso di 156,7 milioni di euro, i mobili sono il secondo settore per importanza dell'export targato Pt - si capisce bene la rilevanza di questo andamento negativo. Il primo settore, per valori nominali di merce venduta, è proprio il vivaismo, che a Pistoia copre per intero la categoria "prodotti dell'agricoltura": in euro il valore venduto oltre confine è stato di 206 milioni di euro, con un calo del 13% sul 2008. Male il tessile abbigliamento (-23,2) e gli articoli in pelle (-18,4), male anche i mezzi di trasporto (-17,9). Variazione positiva, come detto, soprattutto per la carta e i prodotti della carta, che crescono del 2,6% e salgono al terzo posto come importo delle merci vendute, con 123,6 milioni di euro. Sono diversi i fattori che determinano il pessimo andamento delle vendite pistoiesi all'estero. Certo la crisi di AnsaldoBreda ha inciso molto sulla performance, visto il peso relativo del fatturato del gruppo ferroviario sull'economia pistoiese nel suo complesso. I mercati di sbocco. Un altro fattore è sicuramente la geografia dei compratori più affezionati delle merci pistoiesi: tutti - o quasi - in Europa, dove finisce l'85% dei nostri prodotti. Chi vende in Francia, Spagna o Germania paga un pegno minore alle alte quotazioni dell'euro, che rendono i prodotti relativamente più cari; ma deve fare i conti con una domanda fiacca da parte di quei paesi. Dove invece ci sono compratori pronti a spendere, come in India e Cina, le imprese pistoiesi sono presenti in minime quantità. E poi c'è il problema dei problemi, cioè che cosa vendono all'estero le imprese pistoiesi. Rispetto alla media italiana, il "paniere" dell'export provinciale vede un peso proporzionalmente enorme dell'agricoltura (17,3% del totale contro l'1,9%) e una bassa quantità di prodotti specializzati e tecnologici (20,7% del totale contro una media del 43,3). Nel mezzo ci sono i prodotti tradizionali, quelli in cui Pistoia è più specializzata: i mobili, i prodotti del tessile abbigliamento, i prodotti in pelle. Tutta merce che viene fabbricata anche in Estremo Oriente a prezzi molto più bassi; di conseguenza i prodotti pistoiesi partono svantaggiati.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google