Il Tirreno

Pistoia

A San Felice quasi 70 famiglie fanno parte di un gruppo di acquisto che si rivolge direttamente ai produttori

Qualità e risparmio, la spesa dei Gas

Elisa Pacini
Il ritiro della spesa ieri mattina a S. Felice
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Il ritiro della spesa ieri mattina a S. Felice

Si ordina la spesa e il sabato si ritira nel centro di raccolta in parrocchia

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 PISTOIA. Sono le 11 di un sabato mattina piovoso, e nel parcheggio davanti alla chiesa di San Felice, c'è un gran viavai di furgoncini. Quando gli sportelli si aprono, i colori degli ortaggi e della frutta di stagione illuminano il grigiore e gli odori del formaggio fresco inebriano l'aria poco maggiolina. Dalla canonica entrano ed escono decine di persone. Nulla di strano: è il copione del locale gruppo Gas si ripete ogni fine settimana. Il gruppo di acquisto solidale di San Felice in un paio d'anni, è diventato uno dei più numerosi del territorio pistoiese. Del gruppo fanno parte quasi 70 famiglie, unite nella spesa "consapevole" basata sui prodotti della filiera corta, a prezzi concordati direttamente con i produttori in modo "equo" per entrambe le parti. Una rete che, come ci spiegano due delle coordinatrici, Paola Di Maina e Martina Giachini, richiede una bella organizzazione.  Dopo aver riunito le prime famiglie, c'è da trovare i produttori di zona e da portare avanti settimana dopo settimana gli ordini. «Ogni sabato - spiega Martina - si fanno le ordinazioni per la settimana seguente e viene distribuita la spesa dell'ordine precedente. Se, come noi, gli appartenenti al Gas sono tanti, c'è da trovare un luogo dove portarlo avanti. C'è chi si appoggia alle parrocchie, chi ai circoli Arci».  Tutti i prodotti arrivano dalla provincia di Pistoia, tranne il pesce che viene da Viareggio e la carne chianina.  «Siamo partiti con pochi produttori - dice Paola - ma ora copriamo quasi tutto il reparto alimentare, più detersivi e prodotti per il bagno naturali».  La lunga tavola di legno comincia a riempirsi di verdura dell'azienda Michelozzi di Quarrata, delle arance di Sicilia d'origine garantita da Giuseppe Senia che ha un deposito alla Ferruccia, di miele di Casore del Monte fino al latte fresco de "La Casaccia" di Gaggio Montano. Dalla montagna pistoiese arrivano poi i formaggi di latte di pecora.  «Ho una piccola azienda di apicoltura - dice Barbara Polverosi - e sono sempre abituata al contatto diretto con il cliente. Per questo la filosofia del Gas, rientra in quello che da sempre mi prefiggo di fare e mi permette di avere più sbocchi sul mercato. Perché da tempo, i piccoli produttori come noi, fanno fatica a trovare spazi nella distribuzione».  E molte volte i piccoli produttori locali diventano, a loro volta, membri di un gruppo d'acquisto solidale. «Io porto l'olio e la legna - spiega Daniela Ravagli dell'azienda "Al Ponte" di Valdibure - e poi compro il latte fresco, la verdura dagli altri. Questo è prima di tutto un momento d'incontro, poi anche un modo per farsi conoscere e una buona occasione di lavoro».  Tra i componenti del Gas ci sono giovani coppie, famiglie con i bambini e persone di mezza età, tutti attenti alla qualità e alla tutela dei piccoli produttori locali rispetto alle multinazionali. E in molti casi, si risparmia pure soprattutto alla luce del rapporto tra alta qualità e prezzo. «Sono diventato un membro del Gas - dice Renato Benesperi - perché è una forma alternativa di consumo alla grande distribuzione. Cerchiamo prodotti biologici. Saltando i passaggi della filiera commerciale, concordiamo un prezzo che sia equo anche per chi produce e su alcuni prodotti il risparmio c'è».

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