Gioco
I dipendenti ex Radici contro i comitati «Reazioni infondate»
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Sopra manifestazione dei lavoratori della Radicifil nelle strade del centro sotto il sindaco Renzo Berti 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Sconcerto dei dipendenti Radicifil dopo l'assemblea pubblica di Bottegone. Sconcerto per la reazione dei comitati all'ipotesi di reindustrializzazione della ex Radicifil, così come previsto nell'accordo siglato in Regione Toscana nel mese di luglio scorso. «È inconcepibile - scrivono 46 lavoratori dell'ex azienda chimica - assistere a reazioni prive di fondamento da parte di comitati che sembrano voler utilizzare la vicenda Radici al solo scopo di ingigantire quella dell'impianto cdr. Poiché riteniamo anche noi che le questioni ambientali e dell'inquinamento siano problemi seri e sensibili nell'ottica di uno sviluppo sostenibile occorrerebbe prima di giungere a frettolose conclusioni fare le verifiche e gli approfondimenti necessari. Sarebbe sufficiente andare a visitare impianti analoghi a quello per la produzione di energia previsto nell'area Radici, quale quello di Novara, quello di Imola o ancora quello di Caserta per accorgersi che l'impatto ambientale sarebbe minimo sia per le emissioni che per l'utilizzo delle risorse del territorio». Secondo i lavoratori, quello previsto a Bottegone di fronte all'autostrada è un impianto che dal punto di vista paesaggistico migliorerebbe addirittura l'attuale situazione e anche le preoccupazioni relative all'utilizzo dell'acqua non sarebbero tali in quanto è previsto un processo di raffreddamento ad aria. Si tratta di un investimento importante dal punto di vista industriale da parte della Repower, porterebbe in provincia risorse per oltre 100 milioni di euro, lavoro per aziende locali per minimo due anni e cosa per noi assolutamente prioritaria la possibilità di occupare dipendenti Radici. «Siamo talmente convinti - dicono i lavoratori - che il tema dell'ambiente vada di pari passo con quello dell'occupazione che auspichiamo di avere al nostro fianco tutta la cittadinanza, anche coloro che oggi sono scettici ma che si ricrederanno di fronte all'evidenza dei fatti a seguito di tutte le verifiche che dovranno e vorranno effettuare. Altrettanto deciso il sindaco Renzo Berti che dopo aver detto no all'impianto cdr di Badia perché non più attuale, ribadisce con fermezza l'intenzione del Comune di appoggiare i progetti per la reindustrializzazione dell'area ex Radici. «Sono stato colpito - spiega - dall'accostamento fatto dai comitati tra impianto per il cdr e la Radicifil. La mia impressione è che il progetto per la nscita di un'azienda di produzione di energia dal metano non abbia un grande impatto, tuttavia lo valuteremo molto attentamente. Quindi, attenzione alla caccia alle streghe che alla fine fa sempre delle vittime e in questo caso le vittime sarebbero ancora una volta i più deboli, i lavoratori della ex Radicifil. Quando parliamo dell'area, ci riferiamo all'inserimento di più attività, non solo la Repower. Il nostro obiettivo è che il maggior numero di ex dipendenti venga reintrodotto, anche attraverso corsi di formazione, nel mondo produttivo».
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