Toscana
Garguantuà, le magìe della Barcellona di Gaudì in piazza dell'Ortaggio
Marta Quilici
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Da sinistra Francesco Innocenti e Paolo Boccardi sotto lesterno del locale 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Stasera? Ci vediamo al "Garga!". Aperta da cinque anni, la Taverna Gargantuà di piazza dell'Ortaggio è uno dei più consolidati punti di riferimento per le serate dei giovani pistoiesi. La posizione, centralissima, è sicuramente uno degli ingredienti del suo successo; i proprietari, Paolo Boccardi e Francesco Innocenti, ci mettono poi una buona dose di freschezza, vista anche la loro giovane età, e di simpatia. L'arredamento, inoltre, vivace, ma al tempo stesso elegante, crea un'atmosfera originale e accogliente. Il servizio infine è in continua evoluzione: «Inizialmente - spiega Francesco - credevamo che il successo iniziale fosse dovuto alla novità che rappresentavamo per la città. Con il tempo invece ci siamo sempre più affermati, forse anche perché offriamo un buon rapporto qualità-prezzo». E aggiunge: «In realtà il locale è nato quasi per caso: sia io che Paolo abbiamo lavorato per anni nei bar; un giorno abbiamo visto il cartello "vendesi" appeso alla porta del fondo che prima ospitava un ristorante toscano e prima ancora un negozio di pesce. Così ci siamo lanciati. Abbiamo pensato fin da subito all'opportunità di dare vita a un locale che poteva estendersi anche all'aperto, proprio per la sua conformazione, con ampie porte, e soprattutto per la sua posizione: la piazzetta dell'Ortaggio è proprio nel cuore della città, molto frequentata, ma anche piuttosto tranquilla: il luogo ideale per fermarsi a prendere un aperitivo o a mangiare qualcosa». «Ormai - aggiunge Paolo - siamo un consolidato punto di ritrovo, soprattutto per l'aperitivo e per il dopocena, che sono stati da subito la nostra principale attività; ora la sfida che ci siamo imposti è quella di migliorare la ristorazione, sia per il pranzo che per la cena, anche se non veniamo da questo settore. Siamo già arrivati a una buona qualità di piatti, ma vogliamo ancora migliorare. Abbiamo investito molto, anche strutturalmente, sulla cucina, abbiamo fatto una ricerca di persone valide ai fornelli e di prodotti di qualità, soprattutto locali. Adesso offriamo piatti di buona qualità, sfiziosi, ma senza eccedere nel prezzo. La nostra linea di riferimento rimane quella di una taverna o di un'osteria: un luogo dove si mangia bene, ma non si spende troppo». Un punto di forza del Gargantuà sono anche i vini: «Abbiamo un centinaio di etichette - spiega Francesco - sia in bottiglia che al bicchiere. Anche questo aspetto può favorire la ristorazione: le persone, infatti, possono ordinare anche soltanto un bicchiere di vino con cui pasteggiare, oppure possono decidere di prendere un bicchiere di vino per l'antipasto e un altro per il primo, e così via». «Organizziamo anche serate a tema - aggiunge Paolo -, abbinando i vini alle pietanze, o gli "aperitivi dal mondo" ispirati ognuno a un paese diverso; a volte all'interno del locale organizziamo anche alcuni momenti musicali». L'atmosfera confortevole e un po' scherzosa del Gargantuà attrae i giovani ma anche molti turisti e sicuramente contribuisce al suo successo. «L'allestimento del locale - spiega Francesco - è stato fatto tutto da noi o da nostri amici: il mosaico in ceramica nella saletta interna è stata una nostra idea, realizzata però da una nostra amica, Manila Olmi. La cura dell'estetica, in generale, è stata di Costanza Ballati, pittrice e scenografa, che è stata la nostra consulente e ispiratrice per l'arredamento. Per il retro-bancone, e in generale un po' per tutto il locale, ci siamo ispirati a Gaudì e anche i colori che abbiamo scelto negli arredi denunciano il nostro amore per la Spagna. Da febbraio nella saletta interna esponiamo uno specchio di Massimiliano Toninelli e da poco tempo abbiamo iniziato a utilizzare la stanza anche come piccola galleria fotografica in cui periodicamente proponiamo cicli di foto scattate da fotografi locali».
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