La protesta
Gara da 10 milioni per riscaldare gli uffici del Comune
Fabio Calamati
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In alto una caldaia Qui sopra Caterina Bini 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Il Comune si affida al mercato per scegliere l'azienda che si occuperà degli impianti di riscaldamento di uffici, scuole e degli altri edifici gestiti da Palazzo di Giano. Si sono conclusi i nove anni in cui Publienergia prima e Toscana Energia poi si erano viste affidare direttamente il servizio: adesso sarà una gara d'appalto europea - il cui bando è appena uscito - a selezionare l'operatore. La speranza di Palazzo di Giano, ovviamente, è che superando l'affidamento diretto e sfruttando i ribassi che dovrebbero risultare dalla gara d'appalto, la bolletta energetica si alleggerisca almeno un poco. In particolare, sul riscaldamento il bilancio preventivo 2010 si pone l'obiettivo di risparmiare 100.000 euro. Tornando alla gara per il "servizio energia", il Comune affida l'incarico per cinque anni all'azienda vincitrice. Quest'ultima dovrà occuparsi della gestione degli impianti termici e di riscaldamento, della fornitura dei combustibili, degli interventi di miglioramento dell'efficienza energetica, della gestione degli impianti di climatizzazione e della manutenzione degli impianti idrici antincendio. Il tutto per un valore a base d'asta di quasi dieci milioni di euro. Più precisamente, 1,9 milioni l'anno per cinque anni, compresi gli oneri per la sicurezza. Il tutto al netto dell'Iva al 20%. Per dare qualche numero, le caldaie comprese nella gara sono 157, quasi tutte alimentate a metano (ma non mancano gli impianti a Gpl e a gasolio); gli impianti di condizionamento dell'aria sono 10 in tutto. Sono 175, infine, le bocchette antincendio attive. Dal 2001, come detto, il servizio è sempre stato svolto dall'azienda "di casa": prima Publienergia, poi Toscana Gas clienti, infine Toscana Energia Green. Il primo anno il Comune ha pagato complessivamente 1,4 milioni di euro, nel 2007-08 la spesa per le bollette energetiche ha sfondato il tetto dei 2 milioni, attestandosi a 2,2 milioni di euro. L'affidamento diretto del servizio all'azienda di cui il Comune stesso era azionista non aveva mancato di sollevare perplessità e critiche, in particolare dai gruppi di centrodestra. Ma ora l'azienda di cui il Comune è socio dovrà sottoporsi alla prova del mercato e non è affatto scontato che tocchi proprio a lei il servizio, così com'era successo invece negli anni scorsi.
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