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REPLICA
Don Palchetti: la lettera contro di me firmata da una esigua minoranza
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Da don Michele Palchetti riceviamo e pubblichiamo alcune considerazioni e rettifiche in merito all'articolo del 13 maggio. Non è vero che io abbia rapporti tesi con la maggioranza dei parrocchiani: coloro che hanno firmato la lettera per il vescovo sono un'esigua minoranza, visto che le persone che abitano in parrocchia sono 1.052; e non sono neppure tutti i soci del circolo Mcl, visto che in una lettera inviata al vicario generale don Paolo Palazzi nel novembre dello scorso anno il presidente provinciale Mcl scriveva che doveva tenere conto del nucleo dei soci del circolo, costituito da oltre 160 persone. Tra l'altro, il Tirreno del 24 giugno 2009 riportava in prima pagina la notizia che 185 parrocchiani avevano già scritto al vescovo: quindi, se proprio si vuol guardare ai numeri, i firmatari sono in diminuzione. Occorre comunque ribadire, anche per il futuro, che nella Chiesa il criterio della maggioranza non costituisce garanzia di bontà: altrimenti dovremmo riconoscere che certe posizioni in materia di morale del Magistero sono superate (pensiamo al referendum sull'aborto). Per ogni lettera, poi, occorre dire che il contenuto diffamatorio non è diminuito ma aggravato quanto più aumenta il numero delle firme. Un qualsiasi studente di giurisprudenza potrebbe spiegare che la diffamazione consiste nell'offendere l'altrui reputazione e che i colpevoli non sono ammessi a provare, a loro discolpa, la verità o la notorietà del fatto attribuito alla persona offesa. Alcune persone mi hanno riferito di aver firmato senza sapere che l'oggetto della richiesta fosse la mia rimozione e senza conoscere le offese rivoltemi: per questo motivo le ho messe in contatto con l'ispettore della squadra mobile che si occupa della vicenda. Una di queste ha depositato la seguente memoria: "...senza leggere (la lettera contro don Palchetti, ndr), molto stupidamente, ho firmato (anche come sostegno a mio figlio che aveva firmato al circolo); dopodiché ho saputo che richiedevano anche l'allontanamento del parroco. Sinceramente sono rimasta amareggiata quando sono venuta a conoscenza di frasi diffamatorie ed offensive nei confronti di don Michele; ne siamo rimasti sconvolti entrambi per aver creato dispiacere a don Michele e soprattutto a noi stessi. Certi e convinti di rimanere fuori da questa imbarazzante situazione, tale per tutto il paese, revochiamo la nostra firma e chiediamo di non essere più citati". Quanto al riferimento che il consigliere comunale Alessio Bartolomei fa ai problematici rapporti con il parroco come ipotetico motivo delle ispezioni che puntualmente si rinnovano ad ogni cena al locale circolo, riconosco di non avere nella mia disponibilità né la Guardia svizzera, né la Polizia municipale. Piuttosto, tra i compiti istituzionali di quest'ultima rientra la verifica del rispetto della diffida all'uso dei locali abusivi realizzati dal circolo Mcl, diffida prevista dal provvedimento con cui il Comune ha comunicato l'inizio del procedimento amministrativo. don Michele Palchetti parroco s. Pietro apostolo san Pierino C. al Vescovo
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