Attenzione
L'acqua torni pubblica aderisce anche il sindaco
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S. MARCELLO. «Ho deciso di aderire alla campagna referendaria contro la privatizzazione dell'acqua promossa dal Forum Acqua Pubblica e dal Comitato Rodotà "Siacquapubblica" perché ritengo che il referendum sia lo strumento indispensabile per sensibilizzare e mobilitare i cittadini su un tema così importante come quello della gestione dell'acqua, bene comune ed essenziale». È l'opinione del sindaco di S. Marcello Carla Strufaldi a cui abbiamo chiesto delucidazioni in merito alla sua adesione ai referendum sull'acqua pubblica discostandosi dalla linea generale del Pd. La forma referendaria in sostanza dà la possibilità alla popolazione di dire la propria. «È chiaro che il referendum da solo - spiega Strufaldi - non è sufficiente a riordinare una materia così complessa come quella della gestione del servizio idrico integrato. Per me è comunque necessario affinché Parlamento e Governo ricevano un segnale forte sulla contrarietà della popolazione in merito alle scelte di privatizzazione compiute recentemente da questo Governo, abrogando quegli articoli di legge che tendono a consegnare a società private la gestione dell'acqua». Poi prosegue. «Il referendum diventa propedeutico proprio per creare quel vuoto legislativo che costringa il Parlamento a riformare la legislazione in materia, consapevoli che è indispensabile una gestione industriale del sistema idrico integrato che realizzi quell'efficienza ed economicità necessarie ad assicurare la qualità del servizio e garantire il diritto di tutti i cittadini a fruire del bene». Strufaldi però si rende conto anche della necessità una proposta di legge che disciplini in maniera coerente la gestione delle risorse idriche mantenendo forme associate tra enti e territori per evitare, comunque, di tornare a prima della legge Galli quando una gestione frammentata produceva sprechi, inefficienze e disuguaglianze tra territori; una proposta di legge che, soprattutto, ridefinisca in modo chiaro il fondamentale ruolo di controllo dei Comuni sugli enti di gestione che, purtroppo, già ad oggi risulta poco garantito (specie per i piccoli comuni) e lo sarà sempre meno se si privilegia una gestione privatistica. C.B.
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