Sicurezza
Terreno gratis a S. Agostino alle ditte danneggiate dal giardino pubblico
Il Comune chiude la vicenda Barile
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PISTOIA. Il Comune accetta di cedere gratuitamente un terreno a Sant'Agostino alle aziende di via del Bosco danneggiate dalla realizzazione del parco di Barile. L'assessore Silvia Ginanni ha presentato al consiglio la proposta di transazione con cui si pone termine alla lunga vertenza, certo una delle pagine meno brillanti dell'amministrazione comunale pistoiese degli ultimi anni. La proposta è passata con il voto dei gruppi Pd, Comunisti per Pistoia, Laici riformisti, Sel, Sinistra indipendente, Italia dei valori. I consiglieri di Alleanza nazionale, Forza Italia e Lega Nord non hanno partecipato al voto. I Verdi hanno votato contro. La vicenda ha inizio nel 1999 con l'approvazione del progetto preliminare. L'area fu espropriata. La costruzione del giardino sbarrò la via di accesso ad una proprietà che cinque ditte, la maggioranza delle quali riconducibili agli imprenditori edili fratelli Matteoni, usavano per il ricovero di mezzi e di materiali. Le aziende si rivolsero allora alla magistratura e al Tar e quest'ultimo diede loro ragione, sostenendo che il Comune si sarebbe dovuto accollare il costo dei danni inflitti a causa della realizzazione del parco. Il Comune ora chiude la partita offrendo una transazione: le aziende rinunciano alle loro pretese e ricevono in cambio un terreno di 3700 metri quadri nell'area di Sant'Agostino, già inserito nel piano delle alienazioni, valutato 900.000 euro. L'assessore Ginanni parla di «una vicenda difficile, frutto anche di sottvalutazioni e di errori». Nel dibattito, critico il capogruppo Udc Pagliai, che ha stimato in due milioni di euro il danno complessivo prodotto al Comune dalla vicenda. Simionato (Lega) ha sottolineato la necessità di chiudere la vertenza chiedendosi perché non sia stato fatto prima. Ma critiche ai tempi lunghi che l'amministrazione ha lasciato trascorrere sono venuti anche da Pieracci e Guiducci (Pd), Geri (Verdi) Borchi (Sel). Anche Mazzieri (Pd) ha dovuto ammettere che «non è una bella pagina» per l'amministrazione comunale. Durissimi («vicenda scandalosa») Semplici (An) e Bartolomei (Forza Italia) che ha anche ribadito l'invio di tutto il dossier alla Corte dei conti, come era stato anticipato durante la discussione in commissione consiliare.
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