Sicurezza
Badia a Pacciana. Dopo le dichiarazioni del sindaco Renzo Berti parla lassessore provinciale
Fragai: l'impianto si farà
Tiziana Gori
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Larrivo della spazzatura in un impianto di trattamento «Ma forse non ci sarà bisogno di fargli produrre cdr»
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PISTOIA. L'impianto cdr previsto a Badia a Pacciana è superato? La sua previsione va riconsiderata nella stesura del nuovo piano interprovinciale dei rifiuti? Le dichiarazioni del sindaco Renzo Berti non sono un fulmine a ciel sereno. L'assessore provinciale all'ambiente Rino Fragai afferma: «È in effetti in corso una riflessione sulla tipologia di impianto». Niente di nuovo sotto il sole dunque, almeno per l'amministrazione provinciale. Carte alla mano, Fragai mostra le modifiche in corso di valutazione da parte delle Province di Prato, Pistoia e Firenze, impegnate nella preparazione del piano interprovinciale sui rifiuti. Che, viste le crescenti polemiche, Fragai si augura sia definito al più presto e portato alla conoscenza delle commissioni consiliari dei rispettivi enti locali entro un mese. La patata, del resto, si fa sempre più bollente. Le frazioni della piana non hanno accolto di buon grado l'ipotesi di un impianto di produzione di cdr (combustibile derivato dai rifiuti) per la spazzatura dei Comuni dell'area pistoiese («esclusi quelli della montagna serviti da Cosea», precisa Fragai) al confine tra Badia a Pacciana e Agliana. La collocazione dell'impianto era stata spostata nel regolamento urbanistico adottato dal Comune, dal sito originario di Sant'Agostino all'area in aperta campagna che i residenti conoscono come quella di "Gigi dal mulo". E appena appresa la notizia, è giunta la "chiamata alle armi" del comitato di Bottegone, che ha organizzato una prima assemblea pubblica a Badia a Pacciana e una seconda, affollatissima, a Bottegone. «Nessuna struttura per smaltire rifiuti in una zona già martoriata da insediamenti inquinanti», è la posizione, che non ammette concessioni, dei suoi esponenti. Due giorni fa le dichiarazioni di Berti. Ma Rino Fragai spegne le fiamme sul nascere. «C'è perfetta condivisione di intenti tra Comune e Provincia - afferma - Berti non ha detto cose nuove e ha confermato la disponibilità del Comune a fare la sua parte, riconoscendo che non si può prescindere, al momento, dallo smaltimento dei rifiuti. Certo, l'obbiettivo è quello di spingere sempre di più sul tasto della raccolta differenziata, e arrivare al 65% chiesto dalla Regione. La previsione originaria contenuta nel piano interprovinciale e nel piano straordinario attualmente vigente ipotizzava un impianto di produzione di cdr. Su questa ipotesi è in corso una riflessione». Delle modifiche è a conoscenza, aggiunge Fragai, anche il comitato di Bottegone. «Durante l'assemblea non abbiamo avuto la possibilità di informare la platea, ma anche al comitato è stato consegnato il documento, che non è stato preso in considerazione semplicemente perché si rigetta qualsiasi tipo di soluzione. Non vogliono un impianto lì, e basta». Dunque la considerate ancora una localizzazione ottimale? «È prevista nel piano interprovinciale e nel regolamento urbanistico. La stiamo valutando». Ma se l'impianto cdr ora è in dubbio, cosa sorgerà a Badia? La nuova ipotesi di lavoro prevede «una soluzione meno impattante». In pratica, la realizzazione della struttura avverrà per fasi. In un primo tempo sarà costruita la sezione di selezione meccanica dei rifiuti solidi indifferenziati prodotti nel territorio di Pistoia, destinando la parte secca (sopravaglio) all'inceneritore di Montale, e la parte organica all'impianto di compostaggio di Montespertoli. La sezione di impianto per la produzione di cdr sarà realizzata, se confermata come necessaria, in un secondo tempo una volta valutata la richiesta di mercato.
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