Il Tirreno

Pistoia

«Qui i macchinari del futuro»

Sauro Romagnani
«Qui i macchinari del futuro»

Accordo con l'università per creare combustibile solido dal legno

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 SAN MARCELLO. La Stern Progetti Srl nasce sul finire del 1990, costituita da Andrea Gaggioli e Alessandro Tonarelli. Si affianca alla già esistente società Stern srl, con sede a Castelfranco di Sotto (Pisa). Suo scopo principale, la progettazione e la costruzione di macchine per fustellifici (settore calzaturiero), macchine speciali (prototipi) ed attrezzature su specifica richiesta del cliente; secondaria la lavorazione per conto terzi.  Nel 2000 i soci avevano dichiarato: «La Stern costruisce macchinario esclusivo. Nessun altro costruttore presente sul mercato ha un numero così ampio di macchine per il settore specifico. Abbiamo una consolidata esperienza, derivante dall'aver installato nel mondo oltre duemila macchine, ed oggi guardando al futuro rivolgiamo i nostri investimenti alla ricerca di nuove tecnologie e metodi di costruzione, sia nel settore specifico sia in quello della costruzione di macchinari destinati ad altri settori d'attività».  Detto, fatto: sono trascorsi dieci anni e la Stern Progetti ha messo in cantiere una collaborazione con l'Università di Firenze - dipartimento di Meccanica e tecnologie industriali - per l'allestimento di un laboratorio destinato allo studio di una nuova e interessantissima realizzazione. Quale? Gaggioli e Tonarelli lo spiegano.  «L'obiettivo del progetto è lo sviluppo di un sistema innovativo di triturazione e deumidificazione di combustibile solido derivato dal legno».  Siamo nel settore delle tecnologie riguardanti le fonti rinnovabili di energia?  «Sì, il nostro intento è lo sfruttamento, al meglio, delle risorse naturali di cui il territorio montano, che è maggioranza in Italia, dispone. Inoltre la nostra zona ne è particolarmente dotata».  E' un progetto ambizioso, come contate di arrivarci?  «Abbiamo realizzato un prototipo, ma per ottimizzare i risultati e i rendimenti è necessario l'intervento di capacità intellettuali di alto livello. Ecco perché abbiamo richiesto la collaborazione dell'Università, che metterà a disposizione ricercatori e strumentazioni adatte per le sperimentazioni, mentre noi metteremo a disposizione lo spazio per il laboratorio e il nostro prototipo. I primi risultati di prova sono molto incoraggianti».  Allora avanti con la ricerca, torneremo per vedere i risultati.  «Ci saranno, ma bisogna aggiungere che in l'Italia, territorio povero di risorse naturali, è indispensabile spostare le disponibilità finanziarie dalla formazione alla ricerca. La formazione pure è importante, ma al massimo riesce a mantenere ciò che esiste. Bisogna puntare sui giovani, sulla loro freschezza mentale, sulla loro inventiva, per andare oltre. Siamo molto convinti di quello che affermiamo, tanto che abbiamo tenuto uno stage aziendale con la scuola superiore di San Marcello, con gli studenti che hanno scelto l'indirizzo tecnico. Questo per iniziare. La ricerca sarebbe bene che fosse più strettamente collegata col mondo del lavoro. Ma da noi, in questa zona, serve anche altro».  Per esempio?  «Abbiamo appena detto di un'importante collaborazione con l'Università ma qui, nell'intera zona industriale, manca addirittura una linea Adsl adeguata. Stiamo andando avanti con "chiavette Usb" per la trasmissione dei nostri dati. Vi sembra possibile?».  In queste condizioni non c'è futuro.  «Non c'è nemmeno presente! Abbiamo reagito alla crisi economica nel nostro settore, quello del calzaturiero, dovuta alla delocalizzazione di molte lavorazioni in paesi a basso costo della mano d'opera, cercando nuove idee, nuove soluzioni progettuali. Abbiamo guardato al futuro con fiducia, tanto che abbiamo costituito una nuova divisione aziendale, la "Isif-tech", destinata ad occuparsi di apparecchiature per la manutenzione delle reti di trasporto e distribuzione del gas. Sottolineiamo però che abbiamo anche bisogno di supporti logistici esterni validi».

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