Sicurezza
Il cdr non piace nemmeno al sindaco
Alberto Vivarelli
Berti: «Dovremo riconsiderare la previsione dell'impianto di Badia»
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PISTOIA. La previsione dell'impianto di smaltimento cdr a Badia a Pacciana dovrà essere riconsiderata nella stesura del nuovo piano dei rifiuti interprovinciale. Al sindaco Renzo Berti non piace il tipo di impianto, lo considera superato. Dopo l'infuocata assemblea di Bottegone che travolse gli amministratori presenti, Berti cerca di rimettere a posto i tasselli di un problema che, tra alcuni mesi, potrebbe anche essere superato dai fatti ma al tempo stesso pianta paletti ben precisi sulla necessità dei termovalorizzatori. Berti assicura che non è stata l'assemblea di Bottegone a far modificare il suo pensiero sul tema. Poi va oltre ed entra nel merito della questione, a partire dall'inserimento nel regolamento urbanistico della previsione dell'impianto a Badia. La contraddizione pare evidente: se la soluzione cdr non convinceva perché è stata inserita nel regolamento? «Eravamo obbligati - dice Berti -. Dovevamo inserire tutte le previsioni approvate in materia di smaltimento rifiuti. Il problema, semmai, si pone adesso: quando parleremo del nuovo piano dei rifiuti, questa previsione deve essere riconsiderata perché circolano molti dubbi su questo tipo di impianto. Prima di alzare le barricate, è bene capire se questo progetto è ancora attuale oppure, come credo, esistono impianti a impatto ambientale ancora più basso del cdr. E poi dovremmo anche riflettere su un dato: è giusto realizzare un impianto che servirà solo all'inceneritore di Montale? Perché questa dovrebbe essere la vera funzione del cdr, aldilà delle ipotesi che ho sentito in queste settimane, come lo spostamento del sito, che è stato fatto per per avvicinarlo all'asse dei vivai». Tutto chiaro. Ora. Perché questa chiarezza non si è manifestata nelle scorse settimane? Perché si sono affrontate le contestazioni a muso duro invece di spiegare che i dubbi dei cittadini erano condivisi dal Comune? «Ne abbiamo parlato in giunta e, non da ora, la linea è questa - spiega il sindaco -. Non ci possiamo permettere alcun scaricabarile, ma la nostra posizione è quella di riconsiderare l'opzione del cdr». Perplessità sul cdr, dunque, ma il Comune non si sgancia dal piano interprovinciale, Berti parla di «contributo responsabile» al futuro smaltimento dei rifiuti, perché «non manderemo mai i nostri rifiuti in Germania o su un atollo in mezzo all'oceano». Nessuna comunità, aggiunge, può fare a meno dello smaltimento, non esistono alternative ad esso «e penso, ad esempio, che non si possa fare a meno dei termovalorizzatori». Le altre ipotesi al momento sono solo suggestive. «Spesso - osserva Berti -, si parla di riduzione dei rifiuti: è un ragionamento serio ma di lungo respiro il cui esito, tra le altre cose, non è influenzato dalle politiche locali». Poi c'è la raccolta differenziata. Il Comune si è avvicinato al 40% e proseguirà in questa direzione, ma alla fine della filiera che succede? L'unica azienda in provincia, la Recoplast, ha chiuso e al momento non si intravedono possibilità di ripresa, il vetro non lo vuole più nessuno, la plastica pure e il legno è pagato pochissimo. «Estenderemo la raccolta differenziata - assicura il sindaco - ma essa deve essere associata al riciclo, altrimenti facciamo solo danni. Purtroppo il settore del riciclaggio sta subendo una crisi e le aziende chiudono. Si rischia che i cittadini paghino il doppio senza avere benefici». Rimane la difficoltà della giunta a comunicare con i cittadini. Prima il Fagiolo, poi la Repower nella ex Radificil, infine l'impianto cdr a Badia. «C'è una ipersensibilità critica difficile da gestire - osserva il sindaco -, c'è una tendenza generale incline a non vedere l'insieme delle cose. La politica, che dovrebbe mediare, non esiste».
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