Sicurezza
«Vogliamo orari più lunghi la notte»
Luca Giuntini
I bar: all'una siamo costretti a chiudere e non possiamo fare neanche musica
4 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Dopo via della Madonna, via del Can Bianco e via Palestro, la nostra inchiesta si sposta nel centro per antonomasia: piazza della Sala. Intorno al pozzo del leoncino si snodano le botteghe più invidiate di tutta la città. I negozianti delle strade limitrofe, quando parlano dei commercianti della Sala, li etichettano come "privilegiati", perché per loro l'amministrazione avrebbe un occhio di riguardo. Perché le iniziative si concentrerebbero solo in quei pochi metri quadrati di centro storico. E agli altri toccherebbero solo le briciole. Eppure i commercianti della Sala di privilegi non vogliono sentir parlare. Respingono l'accusa, sgranano gli occhi dallo stupore e cominciano a elencare i problemi dei negozi del centro storico. Due in particolare: i mezzi pubblici e i parcheggi. «L'auto sono costretta a lasciarla in piazza Oplà, vicino allo stadio - afferma Alessandra Zetti, del pub "La Vecchia Praga" -. Da qui devo prendere la linea 1: ma non passa mai e per arrivare in orario a lavoro devo arrivare alla fermata almeno un'ora prima. Senza contare che poi devo farmela a piedi fino in piazza della Sala perché l'autobus non ci passa nemmeno vicino». Sono soprattutto le attività che hanno nelle persone anziane la loro fetta di clientela più grande a lamentarsi: «Molti clienti mi dicono che fanno fatica a raggiungere la Sala perché devono cambiare anche due o tre autobus - dice Francesca La Mattina della forneria "Pan di Zucchero" - però sono fortunata perché devo dire che cali di clientela non ne ho avuti». Alcuni invece il calo non solo l'hanno avuto, ma l'hanno anche quantificato: «Meno 35% in un mese - attacca Carlo Malentacchi del ristorante "La Bottegaia" - ovvero da quando hanno rivoluzionato il trasporto pubblico. Ci credo che la gente è costretta a prendere la macchina. Non passano abbastanza autobus in centro. E poi mi dicono che siamo privilegiati, ma quale occhio di riguardo per la Sala». Anche nella tabaccheria di Luigi Chiostrini le critiche si concentrano sul nuovo assetto viario voluto dal Copit: «Nel giro di un mese ho venduto la metà dei biglietti rispetto al solito. Vorrà dire qualcosa, no? Le persone fanno fatica a raggiungere la Sala con i mezzi pubblici: se non ce la fanno, vanno a fare acquisti da un'altra parte, è chiaro. Nella mia tabaccheria l'affluenza è calata di almeno il 40%. Dei parcheggi poi nemmeno ne parlo». Quello del parcheggio in effetti è un problema talmente cronico che molti non lo considerano più nemmeno tale. Eppure qualcuno avrebbe una buona idea per cercare di migliorare la situazione: «Secondo me basterebbe che i parcheggi custoditi restaseero aperti anche dopo le 22 - afferma Massimo Breschi del bar "Voronoi" - capisco che sarebbe un prolungamento di orario che ai gestori costerebbe fatica, ma sono convinto che ne trarrebbero profitto alla fine: per loro maggiori incassi, per noi maggiore flusso di persone in centro». «Se dovessi cercare parcheggio in questa città tutti i giorni per venire a lavoro, penso che me ne resterei a casa - dice sarcastico Sergio Bongi della macelleria sulla Sala -. E prendere l'autobus non mi sembra una buona alternativa: il numero di corse è insufficiente e le attese troppo lunghe». Dello stesso avviso anche alla pasticceria "La Sala": «Dovrebbero aumentare le fermate dell'autobus nel centro storico - dice Franca Bennati -. Così come stanno le cose i bus che passano dal centro sono troppo pochi e le persone sono costrette a prendere la macchina. E' inutile parlare di città delle piante, di città del "verde", se non si incentiva l'utilizzo dei mezzi pubblici». Per incentivare i pistoiesi ad andare in centro anche nelle ore notturne, c'è chi ha pensato a qualcosa di davvero originale: «L'idea sarebbe quella di organizzare un servizio di taxi privato - afferma Francesco Innocenti del bar "Gargantua" - così da permettere a chi lo voglia di venire sulla Sala anche quando le corse degli autobus sono finite». Una proposta, che andrebbe a coinvolgere anche altri bar della Sala, nata dopo un rifiuto: «Avevamo chiesto la disponibilità di prolungare l'orario del servizio notturno dei taxi. Ma i tassisti hanno detto no. Così è venuta l'idea del servizio di taxi privato». Qualcun'altro invece pensa a un servizio di navette fino a tarda notte, almeno nel periodo estivo o nei fine settimana: «Però quello che mi disturba di più - aggiunge Massimo Breschi - è di non poter organizzare nemmeno un piccolo concerto alla sera. Quando invece la stessa cosa viene permessa trenta metri più giù, sul Globo». Una lamentela che si registra anche negli altri locali del comparto della Sala aperti fino a tarda notte. Alla quale si aggiunge un'altra grana da sottoporre all'attenzione dell'amministrazione, ovvero quella relativa all'orario di chiusura: «I bar in questa zona chiudono all'una di notte - afferma Francesco Innocenti - mentre in piazza Mazzini o in piazza della Resistenza possono chiudere più tardi. Quello è un trattamento da privilegiati: non qui sulla Sala dove, nemmeno il giovedì, giorno clou della settimana, ci viene concesso di prolungare l'orario di apertura».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
