Gioco
Iniziativa della Diocesi domani allistituto Einaudi nellambito del progetto educativo della Pastorale giovanile
Seicento studenti a scuola di legalità
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Il preside dellistituto Einaudi Giovanni Marruchi In cattedra forze dell'ordine, magistrati, avvocati e operatori del sociale
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PISTOIA. Perché rispettare regole nelle quali non ci riconosciamo? Perché accettare troppe regole che limitano la nostra libertà?. Parte da queste provocatorie domande, che i giovani spesso si pongono, il progetto di educazione alla legalità che domani coinvolgerà i 600 studenti dell'Einaudi. L'iniziativa è della diocesi di Pistoia in collaborazione con l'istituto superiore pistoiese scuola e vedrà la partecipazione di tutte le forze dell'ordine, di giuristi, magistrati, avvocati, giornalisti, operatori del sociale. Due i momenti in programma. La mattina alle ore 9, i rappresentanti degli studenti delle 31 classi dell'istituto si incontreranno nell'Aula Magna, dove è prevista l'introduzione dei lavori da parte del preside Giovanni Marruchi, seguita dai saluti delle autorità cittadine, per proseguire poi, nelle singole classi, con gli operatori che svilupperanno i temi della legalità secondo i rispettivi ambiti di competenza. Il progetto si svilupperà anche in orario serale (dalle ore 20,30 in poi) per un confronto diretto tra i genitori e gli operatori della Polizia stradale di Pistoia sui temi della legalità applicata alla sicurezza stradale, al consumo di alcool, agli "sballi" di varia natura. Saranno presenti le associazioni dei genitori Age, Agesc, Moige, Forum delle Famiglie e altre. Interverranno alla giornata, la mattina, il vicesindaco Mario Tuci, il vescovo di Pistoia Mansueto Bianchi, un rappresentante della Provincia e il prefetto di Pistoia Mauro Lubatti. L'iniziativa, che fa parte del più generale progetto educativo portato avanti dalla Pastorale giovanile con il nome di "Pensatoio", intende educare i giovani alla cittadinanza attiva, alla partecipazione consapevole, a un'etica di responsabilità verso gli altri e verso sé stessi, nella ricerca di una categoria ancora oggi fondamentale seppure apparentemente passata di moda: il bene comune. Tra le finalità formative, anche l'acquisizione di un corretto comportamento civico, educando alla convivenza attiva nel rispetto delle regole. Punto di riferimento solido e autentico, i principi fondanti della nostra Costituzione.
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