Gioco
«Paghiamo il depuratore senza essere allacciati»
M.Q
◗
Campani Le proteste dei cittadini: dalle bollette all'inefficienza del call center
3 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA.Acqua: la parola ai cittadini. Inquinamento, depurazione, mancanza dell'acquedotto, bollette: questi alcuni degli argomenti che lunedì sera i molti cittadini presenti hanno sottoposto alla direzione di Publiacqua, durante il consiglio comunale aperto. Non sono mancate polemiche, qualche momento di tensione e forme di protesta, come quella dei membri del Comitato per la chiusura dell'inceneritore di Montale che hanno steso uno striscione in difesa dei beni comuni. Ma nel complesso la seduta si è svolta in maniera pacifica. Il primo intervento è stato di Marta Pratesi che ha lamentato l'inefficienza del call center di Publiacqua: Sono stata senz'acqua per ben tre mesi - afferma - e gli operatori del call center mi hanno sempre dato risposte insufficienti». Daniele Manetti, auspicando per il futuro un nuovo incontro, ha posto l'attenzione sulla qualità dell'acqua: «La quantità di tetracloroetilene nell'acqua della piana quarratina, proveniente da Prato, pur entro i limiti di legge, è piuttosto alta. L'acqua, inoltre, è molto dura, piena di calcare e si attesta sui 43 gradi francesi: ciò provoca incrostazioni nei servizi e nelle stoviglie e l'utilizzo di una maggiore quantità di detersivo per lavarle, così come per i panni. Molti preferiscono comprare l'acqua in bottiglia per il sapore sgradevole di quella del rubinetto. Tutto ciò comporta maggiore inquinamento e dispendio di denaro». E conclude: «La provincia di Pistoia è montuosa e tra le più piovose della Toscana, ma è costretta a prendere l'acqua da Prato a causa di una politica miope». Maurizio Giacomelli, del Comitato di Vignole, ha richiesto una planimetria completa dell'acquedotto e rete fognaria di Quarrata; unendosi alla richiesta, Patrizia Gori, ha denunciato la situazione di via delle Lucciole: «Ci manca l'acqua potabile - ha detto - e anche il metano». Massimo Niccolai ha sollevato la questione dei rimborsi che spettano a quei cittadini che, «pur non essendo allacciati a un depuratore, fino al 2008 compreso hanno pagato nella bolletta la quota sulla depurazione. Adesso, chi come me abita a Casini non paga più la depurazione, ma continua a pagare la fognatura, anche se la fogna a cui siamo allacciati è inutilizzata, non essendo allacciata al depuratore». Giovanni Gradi ha chiesto se, «quando una persona subisce dei danni a causa dell'acqua sporca, può essere indennizzata. Io - ha spiegato - ho già cambiato due caldaie per questo motivo». «I corsi d'acqua sono inquinati - ha affermato Carlo Amadori -; spesso sulle rive si trovano animali morti avvelenati dalle acque. Non mi fido delle analisi: come non mi fido dei monitoraggi sull'inceneritore di Montale o di quelle sull'amianto alla Breda». Ha rincarato la dose Grazia Campani, puntando il dito contro diserbanti e fitofarmaci. Elena Drovandi ha sottolineato l'opportunità di introdurre il doppio condotto domestico «per non sprecare l'acqua potabile nell'alimentazione dello sciacquone. Vorrei sapere inoltre se vengono prese in considerazione pratiche alternative come la fitodepurazione». Rosanna Crocini del Forum per la ripubblicizzazione dell'acqua ha sottolineato l'importanza della depurazione delle acque: «Perché i milioni degli utili di Publiacqua non vengono investiti per realizzare un depuratore?». «Reinvestire gli utili» è stato anche l'appello di Sonia Ciraolo. «Perché, se Publiacqua è carente - ha affermato Claudio Di Vincenzo -, non è il Comune a presentare un progetto di estensione dell'acquedotto?».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
