Il dolore
Meno infortuni, sicurezza ignorata
Francesco Albonetti
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Operai senza protezione sul tetto di un palazzo istituzionale L'accusa dell'Ugl: «In pieno centro operai senza protezione, chi controlla?»
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PISTOIA. E' un piovoso martedì di maggio e a villa Cappugi si svolge la Conferenza provinciale di programmazione sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Si susseguono interventi autorevoli, della direzione provinciale del lavoro, dell'Asl, della Provincia, Inail, Inps e tutti i sindacati. Vengono comunicati gli ultimi dati, quelli del 2009, per certi aspetti confortanti: infortuni in calo, 5 quelli mortali contro i 6 del 2008, ma nel 2001 erano stati 10. In aumento, invece, le ispezioni: 1205 luoghi i lavoro controllati nel 2009, di cui 318 nei cantieri edili. Il je accuse dell'Ugl. Maggiore attenzione, maggiore consapevolezza, normative più rigide. Ma nello stesso momento in cui si svolge la conferenza, in centro e nelle periferie decine di operai sono impegnati sui cantieri per ristrutturare palazzi o realizzarne di nuovi. Molti di loro non lavorano sui pontili senza alcuna protezione, non hanno casco né cinghie. Il je accuse è preciso e circostanziato e arriva da Giovanni Grossi dell'Ugl, che mostra alcune foto. Si vedono operai e muratori impegnati sul tetto di un importante palazzo istituzionale, in pieno centro, senza alcuna protezione. «E' veramente singolare - dice Grossi - siamo qui a parlare nei convegni sulla sicurezza del lavoro, ho appena firmato un documento unitario insieme agli altri sindacati. Ben vengano i convegni e gli atti, gli osservatori e i protocolli, ma poi tutto si vanifica se nelle cose elementari non si vede il minimo impegno e la minima cultura della sicurezza. Addirittura neppure in un palazzo istituzionale, simbolo del lavoro, che pure dovrebbe avere un responsabile alla sicurezza. Possibile che a nessuno venga in mente di controllare? Eppure tutto questo avviene sotto gli occhi di tutti, in pieno centro, nei cantieri appaltati dal pubblico come dal privato». L'edilizia resta al primo posto per gli infortuni sul lavoro, fa notare Grossi. Nonostante, aggiungiamo noi, il settore nell'ultimo anno abbia avuto tracollo degli occupati e le imprese siano quasi dimezzati a causa della grave crisi che attanaglia le costruzioni. «Quando Cesare Ciapini dell'Asl 3 ha parlato dei lavoratori morti nel 2009 - aggiunge il sindacalista Ugl - mi ha colpito un aspetto: non si tratta di giovani, né di extracomunitari a nero. Quasi tutti hanno 40-50 anni, sono esperti e lavorano da tanto tempo. Questo fatto mi suggerisce una spiegazione, cioè quella della troppa sicurezza paventata da parte di lavoratori esperti, poco preoccupati dei testi unici e delle normative se devono portare a termine un lavoro». Infortuni in calo. Continua il calo degli infortuni sul lavoro in atto già da qualche anno, specialmente quelli gravi. Nel 2009 quelli mortali sono stati 5, di cui uno per incidente stradale. Gli ultimi dati più approfonditi si riferiscono però al 2008 e sono stati pubblicati sull'ultimo rapporto annuale dell'Osservatorio provinciale per la sicurezza e salute nei luoghi lavoro. Nel 2008 gli infortuni denunciati sono stati 5.166, di cui 410 in agricoltura, 4609 nell'industria, artigianato, commercio e servizi e 147 in conto Stato, con un aumnento rispetto al 2006 e 2007. Se però si prendono gli infortuni definiti ed indennizati, il numero scende a 3.333, con un decremento sia rispetto al 2006 che al 2007. La frequenza degli infortuni è di 31,3 ogni mille lavoratori. Il settore più esposto è quello dell'attività manifatturiera (29,1% dei casi), con un calo del 7,6% rispetto al 2007. Seguono le costruzione col 17,8%, meno 13.5% rispetto al 2007. La tipologia di azienza maggiormente interessata con il 64,6% è quella non artigiana, contro il 32,3% delle imprese artigiane. Nel 2008 gli infortuni denunciati occorsi a lavoratori stranieri sono stati 804, più 14,4% rispetto al 2007. Ma aumentano soprattutto quelli dei lavoratori atipici: 139, più 40% rispetto al 2007. Malattie professionali. Un discorso a parte meritano le malattie professionali: i casi denunciati nel 2008 sono stati 244 ma, secondo Cesare Ciapini dell'Asl, il dato è fortemente sottostimato rispetto alla realtà. Nel solo settore dell'industria, artigianato e commecio, le malattie denunciate sono state 208, 35 invece quelli dell'agricoltura e uno nella gestione conto stato. Ne sono stati indennizzati dall'Inail circa il 20%, quasi tutti con inabilità permanente. Fra le malattie, accanto alle ipoacusie da rumore, si segnalano le patologie muscolo-scheletriche a carico della colonna vertebrale e degli arti superiori (è in costo già da qualche anno uno studio specifico nel settore del vivaismo), l'asma e qualche caso di tumore al naso da polveri di cuoio o di legno. In tendenziale decremento le patologie da esposizione a fibre di amianto. Quanto ai settori produttivi, la maggiore frequenza si registra nell'industria manifatturiera, nel settore edile e nei trasporti.
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