Il Tirreno

Pistoia

Pronti a chiedere le dimissioni di Del Santo

Alessio Bartolomei    capogruppo Forza Italia in Comune

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La richiesta di rinvio a giudizio, da parte della Procura della repubblica, per falso in atto pubblico, dell'attuale presidente del Copit Del Santo non può rimanere senza conseguenze politiche per almeno due circostanze.  La prima è che, anche se è vero che la responsabilità penale è sempre personale, non è certo credibile che Del Santo abbia pensato da solo di modificare la sua richiesta di nomina a quell'incarico, rendendola compatibile con quanto richiesto dal regolamento comunale sulle nomine varato dal consiglio comunale. E' chiaro che l'esigenza di modifica nasce solo un attimo dopo l'espressione della volontà politica di effettuare quella nomina da parte del sindaco e con il preciso intento di sistemare le carte rendendole corrispondenti con quanto richiesto dal regolamento.  È chiaro anche che Del Santo non avrebbe certo potuto da solo compiere alcun reato senza l'aiuto di personale comunale che si fosse prestato a modificare i documenti già protocollati alcuni mesi prima. Che questa complicità sia stata ipotizzata soltanto a carico dell'usciere capo Lucarelli, ha tanto il sapore della ricerca di un capro espiatorio. Mi chiedo, infatti, quello che si stanno chiedendo una gran parte dei cittadini: quale vantaggio ne avrebbe tratto il Lucarelli nel prendere autonomamente una iniziativa del genere.  La seconda circostanza riguarda l'opportunità che l'ingegner Del Santo continui a ricoprire l'incarico di presidente del Copit se fosse dimostrato che ci è arrivato in questo modo. Mi aspetterei che egli chiarisse la propria posizione anche in sede politica, oltrechè giudiziaria, ma è fin da subito chiaro che in caso egli venisse condannato o richiedesse un patteggiamento, presenteremmo immediatamente una mozione per chiedere le sue dimissioni da quell'incarico. Che segnale, infatti, darebbe il Comune di Pistoia mantenendo al suo posto chi, pur di raggiugere quel ruolo e il suo lauto stipendio (60.000 euro all'anno), venisse condannato per essersi accordato con altro personale comunale per falsificare il protocollo e con esso la buonafede e l'imparzialità della pubblica amministrazione?  Del resto, visti i risultati dei primi otto mesi di incarico del presidente Del Santo, con la riorganizzazione del trasporto pubblico cittadino basato sul raddoppio dei terminal, prima solo alla stazione, adesso anche in piazza San Francesco, che ha comportato inauditi disservizi per utenti, autisti e commercianti del centro e della stazione, non crediamo proprio che mancherebbero ottime motivazioni per cambiare comunque questo amministratore.

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