Il Tirreno

Pistoia

Costituito il comitato contro la privatizzazione

I referendum dividono il centro-sinistra e il Pd

A sinistra gli assessori di S. Marcello Luisa Soldati e Davide Ferrari. A destra una coda allo sportello di Gaia di Mammiano
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A sinistra gli assessori di S. Marcello Luisa Soldati e Davide Ferrari. A destra una coda allo sportello di Gaia di Mammiano

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 S.MARCELLO. Fanno discutere anche in montagna, e dividono il centro-sinistra, i refendum sull'acqua pubblica. Da qualche settimana si è costituito il comitato referendario, che aderisce al Forum italiano dei movimenti per l'acqua costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione. Il 23 aprile nella sede di Rifondazione Comunista a Maresca si è svolta la riunione per la costituzione del comitato che sarà impegnato, fino a fine giugno, a raccogliere le firme per il referendum sul territorio montano.  Al comitato hanno aderito le sezioni locali di Cgil, Auser, Federconsumatori, Anpi Giovani comunisti, Rifondazione, Sinistra ecologia e libertà, Partito socialista, Federazione dei Verdi ed anche alcuni cittadini che hanno data la loro disponibilità, Leonardo Filoni, Luca Gentilini e Libera Mucci.  Dal punto di vista normativo, l'approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l'affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del decreto legislativo n. 267/2000. Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente "privo di rilevanza economica", servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.  Con il Referendum verrebbero poste le premesse migliori per l'approvazione della legge d'iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. É possibile firmare all'ufficio anagrafe dei Comuni, ai banchetti che il comitato sta organizzando presso i mercati settimanali, durante i Cantar Maggio e nelle piazze delle frazioni dei Comuni, oppure contattando il numero 3920363338 vi sarà indicato il referente più vicino.  Si sono resi disponibili a certificare le firme i consiglieri comunali Claudia Rossi per San Marcello e Diego Nardini per Piteglio e gli assessori di San Marcello Davide Luca Ferrari, Lucia Geri e Luisa Soldati.  Di altro avviso è però il Partito democratico, che dice sì all'acqua pubblica ma è contrario al referendum. Ma anche all'interno del Pd vi sono posizioni diverse e c'è chi ha già firmato, come lo stesso sindaco do San Marcello, Carla Strufaldi. «Il Partito Democratico - si legge in un comunicato - esprime la propria contrarietà senza se e senza ma al Decreto Ronchi che sancisce per legge che le società di gestione dell'acqua devono essere di proprietà intera o a maggioranza privata. Non è comunque pensabile che la gestione dell'acqua possa tornare a carico dei singoli comuni. Infatti tali enti non sono più in grado, anche a causa di mancanza di personale con le dovute professionalità, di amministrare ed erogare tale bene. E' per questo che non è sufficiente, ed anche demagogico, il referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi. E' invece necessaria una nuova legge per la compiuta regolamentazione e gestione dell'acqua pubblica».  Il Partito Democratico ha iniziato il percorso per la redazione di una nuova proposta di legge che prevede la partecipazione dei vari livelli istituzionali, con particolare riferimento alle Regioni «avendo presente - prosegue il comunicato - i risultati positivi già ottenuti da alcune di esse, ed in particolare dalla Regione Toscana. Detta proposta di legge deve poi essere sottoscritta da almeno un milione di firme di cittadini».

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