Il Tirreno

Pistoia

Quattro passi dentro l'inceneritore

Marta Quilici
Da sinistra: la protesta dei comitati fuori dai cancelli dell’impianto; uno scorcio dell’inceneritore; Perruccio direttore del Cis, offre ai visitatori le prime spiegazioni tecniche sul funzionamento dell’impianto e sui lavori in corso per il potenziamento
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Da sinistra: la protesta dei comitati fuori dai cancelli dell’impianto; uno scorcio dell’inceneritore; Perruccio direttore del Cis, offre ai visitatori le prime spiegazioni tecniche sul funzionamento dell’impianto e sui lavori in corso per il potenziamento

«Lavori in corso dal 2005, ormai l'impianto è quasi tutto nuovo»

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 MONTALE. Il termovalorizzatore ha aperto le porte. Ieri una delegazione di giornalisti, amministratori e politici ha fatto visita per la prima volta all'impianto di termovalorizzazione di Stazione di Montale. Altre due visite sono in programma a fine mese. A guidare il gruppo gli ingegneri Gabriele Marchiani, direttore dei lavori nell'impianto, e Tommaso Brizzi, responsabile tecnico.  La visita. Ha dato il benvenuto il presidente del Cis, Angelo Fazio. I visitatori hanno seguito il ciclo dei rifiuti, partendo dal piazzale dove arrivano i camion pieni di spazzatura (rifiuti solidi urbani indifferenziati, rifiuti provenienti da ospedali, medicinali scaduti). I rifiuti vengono scaricati all'interno di una fossa per poi essere gettati all'interno del forno della linea 3 che attualmente è in funzione. La linea 1, infatti, è in fase di ristrutturazione; la linea 2 è attiva in sostituzione della 1, ma non contribuisce alla produzione di energia attraverso la termovalorizzazione. Nella linea 3, come nella 1 quando sarà ristrutturata, entrano 75 tonnellate di rifiuti al giorno. Arrivata nel forno, ogni tonnellata di rifiuti viene ridotta dell'80% del peso (arriva a 230 kg circa) e del 90% di volume. In questa fase viene prodotto del gas, che va nella caldaia, e delle scorie (il 23%) di cui circa il 70% va in discarica (a Monsummano) e il 30% viene utilizzato da un cementificio di Brescia. Il gas prodotto, invece, entra nella caldaia, a 1000 gradi, dove cede il suo calore all'acqua chiusa in tubazioni. Si forma così del vapore acqueo che alimenta la turbina che produce energia elettrica (termovalorizzazione). Adesso, ogni ora vengono prodotti 10.500 kg di vapore acqueo che producono 1.735 kwatt di potenza. Quando sarà in funzione anche la linea 1 (a novembre), verranno prodotti 23.500 kg di vapore per 4.800 Kwatt all'ora.  Il gas presente in caldaia va però "pulito". Per questo, quando il gas è a 900 gradi viene irrorato di urea che abbatte gli ossidi di azoto, inquinanti. Il gas, a 180 gradi, passa poi nel reattore, dove viene addizionato di bicarbonato di sodio, per l'abbattimento delle diossine e metalli pesanti, e di carboni attivi per l'abbattimento di acidi. Viene poi spinto nel camino. Ogni ora vengono prodotti 50mila metri cubi di gas.  La ristrutturazione. Iniziata nel 2005, la ristrutturazione dovrebbe terminare a novembre. Il suo costo è di 25 milioni di euro. L'impianto accoglierà 150 tonnellate di rifiuti al giorno (25% in più di prima) e produrrà il 600% in più di energia elettrica. «Ci sono soltanto pochi apparati e la fossa dei rifiuti - ha spiegato Marchiani - rimasti come nel 2005».  Il monitoraggio. L'impianto ha una centralina di monitoraggio in cui vengono riportati ogni mezz'ora in tempo reale i dati sulle sostanze macroinquinanti (ossido di carbonio, gas acidi,...). Per le diossine e i furani vengono invece estratti dei campioni accumulando tali emissioni in 8 ore. Questi vengono conservati in fiale, ma non analizzati. Le analisi di questi microinquinanti vengono svolte mensilmente da Asl e Arpat.

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